mercoledì 14 novembre 2018

NOTIZIE DA RUY BARBOSA-BRASILE





Carissimi tutti,
vi scrivo due righe, sono qui alla Casa della Carità di Ruy Barbosa; noi fratelli ci fermiamo i primi due giorni della settimana. C’è stato molto movimento in questo tempo. Suor Lorenza è tornata all’inizio del mese in Madagascar, è stata salutata con affetto dalla comunità. Una presenza semplice ma di spessore, quasi 18 anni di servizio, qualcuno ha detto nascosta ma sempre comandando la cucina, che era un po’ il suo regno. OBRIGADO LORY! Per il resto ci sono stati vari ricoveri: Sr. Josiane, Francisco, Eniciede, Nailton ma la situazione adesso è tutta sotto controllo. Questi ricoveri sono anche stata l’occasione per trovare la comunità pronta nell’emergenza; con un buon volontariato che ha sopperito alla mancanza delle sorelle occupate nei vari ospedali. In questo tempo c’è stata una bella disponibilità di alcuni giovani della parrocchia di Macajuba: due ragazze Lediane, Isabela e Jan, un ragazzo; stanno conoscendo la Casa e c’è anche il desiderio di fare un cammino di discernimento vocazionale.

Come chiesa nelle varie parrocchie siamo verso la fine dell’anno pastorale; si fa la verifica del cammino fatto, riguardo anche le priorità che si erano date lo scorso anno. Un aspetto ecclesiale dove si è cresciuti è senz’altro il cammino di iniziazione cristiana, cercare di formare nelle comunità discepoli-missionari; questo mi sembra un aspetto in cui si è camminato, abbiamo anche in questo mese avuto il vescovo che ha amministrato la Cresima in due comunità con una bella partecipazione di giovani e adulti. Più carente il cammino rispetto alla difesa e cura della vita, del creato; andare incontro alle persone più vulnerabili e nello stesso tempo curarsi dell’ambiente, dei fiumi, dei rifiuti. In generale si vede una chiesa più preoccupata nel saper celebrare bene, ma meno attenta agli aspetti di povertà, carenza che ancora minano la vita delle nostre comunità.

 Le elezioni politiche brasiliane ci hanno dato un nuovo presidente: Bolsonaro, un candidato di destra, nostalgico della dittatura, tra l’altro di origini venete. Nella campagna elettorale ha usato molto “Watchap” facendo girare anche molte fake-news, contro i suoi avversari che erano diventati dei nemici da attaccare. Ormai la politica vive più di social net-work, di immagini e slogan che di veri progetti politici.  Pazienza il popolo brasiliano, un po’ meno della metà (55 milioni) lo ha scelto. Ha promesso che vincerà la violenza, metterà ordine al paese, é appoggiato da militari e giudici. Poi, ogni paese hai governanti che si merita: vedi Salvini e Di Maio.

IL SIGNORE SIA LUCE DEI NOSTRI PASSI!
Ciao um Abraço
Pe. Luis


giovedì 13 settembre 2018

GIOIE E PREOCCUPAZIONI


Ipirá, settembre 2018


 don Gabriele Burani

Cari amici, continuo a condividere qualche aspetto della esperienza missionaria in Brasile.  Un dato interessante, comune a tutte le parrocchie e comunitá della diocesi, é la grande importanza della Festa del Patrono. Si organizzano tridui o novene in preparazione alla festa del Patrono, e sono i giorni piú importanti della vita della comunitá cattolica.  

La parrocchia di Ipirá é dedicata a Santa Anna, mamma di Maria, e nella chiesa centrale ( matriz) celebriamo la festa e la novena. Ho proposto per questo anno una riflessione sulla identitá e ruolo dei cristiani laici nella chiesa, a partire dal documento dei vescovi del Brasile per l’anno del Laicato: sale della terra e luce del mondo. Ho proposto di non celebrare messe tutte le sere ma di preparare celebrazioni animate e presiedute dai laici stessi, con una meditazione sui temi principali della vita dei laici: famiglia, scuola, lavoro, associazioni ecclesiali, mondo giovanile, catechesi, vita politica......e la mia GIOIA é stata quella di vedere i vari gruppi di laici impegnati a preparare con cura le celebrazioni e le attivitá di ogni serata ( musica e vari stands); e ogni serata con una grande partecipazione di fedeli, in notevole aumento rispetto lo scorso anno.

   In questa direzione la mia gioia anche per la nostra piccola Scuola teologica che sta continuado con i  40 parrocchiani molto fedeli: una volta al mese, dal venerdí sera alla domenica pomeriggio. Dopo una introduzione generale stiamo presentando una introduzione ai gruppi di libri biblici dell’Antico testamento: Pentateuco, Sapienziali, Profetici, Storici. Sono molto contento nel vedere la perseveranza di questi laici ( considerando i problemi di trasporto che abbiamo) e la passione che hanno di fronte  a un nuovo metodo di affrontare i contenuti della fede; si ritrovano  anche a gruppetti, settimanalmente per studiare insieme. Molti non hanno una grande formazione scolastica e mi commuove l’impegno che hanno nel cercare di imparare.

   - In parallelo abbiamo anche iniziato una formazione per il canto liturgico, con un tenore professionista che é anche cattolico attivo nella sua diocesi ( Feira di Santana); unisce la competenza tecnica sul canto alla competenza liturgica e ci sta aiutando molto. Un gruppetto ha iniziato a frequentare le lezioni, molto serie e tecniche, e questo aiuta a migliorare la mentalitá di molti che é:’ fare quel che si sente e piace’, senza uno serio impegno per imparare. É un professionista che deve essere pagato, e sono soldi ben spesi se sono per una formazione seria e esigente! Mia soddisfazione e che oltre il gruppo iniziale, ora anche altri hanno chiesto questa formazione, quindi apriremo uno nuovo gruppo.
- Una gioia  sará la Ordinazione Presbiterale  del diacono Valmir, decisa per il 15 di dicembre,  il primo prete diocesano proveniente dalla parrocchia di Ipirá.

Oltre le gioie, le preoccupazioni. Sono molte, ma vorrei condividere solo  un aspetto, legato alle costruzioni delle cappelle delle comunitá. É una preoccupazione comune a molti parroci della diocesi di Reggio; qui abbiamo costi minori, anche se alti per lo stipendio medio delle persone ( che spesso non hanno stipendio!). Con una parrocchia di piú di 90 comunitá, il tema delle costruzioni é costante.
- La scorsa settimana vado  in una comunitá dell’interno, ( Cobó) zona di campagna, arrivo alla chiesa per celebrare la messa;  stranamente non vedo persone, ma anche non vedo la chiesa.... solo uno spazio vuoto. Era una piccola chiesetta con molte crepe, quindi hanno deciso di radere al suolo e costruire una nuova cappella, e per il momento una famiglia ospita la comunità per le liturgie.

 - nella zona di Assentamento dom Mathias ( terre di latifondo date a famiglie con poche risorse), si usa il grande salone comunitario per le messe, ma le famiglie protestanti si lamentano, e allora per evitare conflitti, stiamo costruendo una cappella per la comunitá cattolica ( con tempi molto lenti, in veritá).
-          A Jurema, altra comunitá dell’interno, con poche decine di persone, ci riunivamo in una piccola aula scolastica, e si é deciso di costruire una chiesetta lí accanto; ora abbiamo concluso il grezzo, cemento e mattoni e manca tutto il resto ( porte, pavimento...).
-          A Canto do Rumo 1, eravamo in una scuola, ma ora la nuova direttrice, protestante, non accoglie molto bene il gruppo cattolico, quindi siamo andati in una casa abbandonata, e ora una signora é disposta a donare il terreno per la costruzione di una cappella. Ma é una zona con pochissima partecipazione di cattolici, e la comunitá non ha mezzi economici; comunque dovremo decidere qualcosa.  
-          A Trapiá, dove stiamo formando una nuova comunitá, per ora ci raduniamo nella scuola, ma dovremmo costruire una chiesetta per riunire il gruppo di fedeli daranno inizio alla nuova comunitá di base. Una giovane signora che frequenta le catechesi é disposta a donare una parte di terreno vicino alla sua casa, e potremmo costruire la cappella.

  - E cosí in tante comunitá della campagna dobbiamo ristrutturare la cappella o costruire un bagno o costruire una sala per la catechesi.....
  - In cittá le esigenze sono molte. Abbiamo appena ristrutturato la chiesa centrale e la chiesa di Jaguarão che stavano crollando; dobbiamo ristrutturare e ampliare la chiesa del bairro di Casas Populares; ora stiamo costruendo chiesa e sala di catechesi nel bairro di Agnaldo Lima; abbiamo in cittá diverse comunitá senza cappella, che si radunano nelle famiglie, ma lo spazio é inssuficiente: la comunitá di San Luca, di Flores da Chapada, di Monsenhor, di Vila Jesus....  il terreno é molto caro in cittá e senza donazioni é difficile per una comunitá costruire cappella e spazi di incontro, ma stiamo tentando dove sia possibile. 

- Oltre alla costruzione di chiese, dovremmo ampliare la casa parrocchiale, perché ci sono serate con molte riunioni in contemporanea e manca lo spazio.   E anche il Centro di formazione, dove facciamo incontri e ritiri,  avrebbe bisogno di stanze per dormire, un refettorio grande......  insomma l’incubo del mattone continua anche qui!  Prendiamo comunque le cose con calma: ció che non é possibile realizzare oggi, si realizzerá quando sará possibile, e per ora ci si arrangia.
 
-          Si avvicinano i giorni della elezione del presidente, deputati,  governatori ecc..  e la grande preoccupazione é la situazione politica del Brasile: la corruzione é quasi totale, é difficile trovare candidati che manifestino valori cristiani senza contraddizioni.
La sensazione diffusa é di sfiducia, con il pericolo, da parte delle comunitá cattoliche, di abbandonare l’impegno politico e ritirarsi dai grandi temi sociali, lasciando sempre piú spazio a persone senza scrupoli. Ma    Dio é sempre capace di sorprenderci, per questo la nostra speranza non muore.  



lunedì 30 aprile 2018

PASTORALE FAMILIARE A IPIRA'






Ipirá, 28-04-2018        
Cari amici, buon tempo Pasquale!

Continuo a condividere con voi qualche esperienza della nostra missione reggiana in Brasile.  Nei giorni scorsi a Reggio si sono diffuse notizie preoccupanti di minacce a noi missionari in Brasile;   ho notato una certa confusione, nel senso che sono stati uniti avvenimenti non connessi tra loro, e interpretati in modo arbitrario.
  Comunque il problema della diffusione delle droghe, della criminalità, della violenza é sempre molto grande, e il pericolo per noi non é differente da quello  dei nostri parrocchiani: possiamo essere vittime di rapine o essere coinvolti in qualche situazione problematica.  

Ma ciò che mi preoccupa maggiormente, nei nostri paesi, è la cultura di violenza, è la diffusione della corruzione che é una violenza contro i cittadini, è il rischio di una indifferenza morale, è la morte della speranza per molti giovani che non vedono prospettive di lavoro onesto. Che fare?  Siamo coscienti dei nostri limiti, e non possiamo  risolvere tutto, ma possiamo agire con alcune scelte significative.  Tutta la attività parrocchiale è costruire una cultura di pace.  In particolare vorrei scrivere qualcosa sul tema della famiglia.

Abbiamo tante famiglie fragili, senza struttura: manca uno dei genitori o entrambi, molti bambini crescono con i nonni, zii, o altri...  In alcuni quartieri la conflittualità dentro la famiglia è forte, in altri abbiamo situazioni di povertà ( ad esempio madri sole con molti figli e senza lavoro). La impulsività e emotività dei brasiliani influisce nella facilità nel creare relazioni affettive ma anche nel distruggere le relazioni iniziate con grande coinvolgimento.
La tendenza oggi è quella di pochi matrimoni, i giovani in genere vanno a convivere e la maggioranza dei matrimoni che celebriamo sono di coppie che convivono da anni e ad un certo punto decidono di sposarsi.  Credo sia centrale, qui in Brasile, come in Italia, una pastorale rivolta alle famiglie.
Pensiamo che sia molto importante annunciare il vangelo alle famiglie, e lavorare per favorire la formazione di famiglie cristiane. Solo in questo modo si purifica e rinnova la società e si dà consistenza e continuità alla comunità cristiana.    

Nella nostra parrocchia di Ipirà abbiamo la bellissima esperienza chiamata ECC ( Incontro delle coppie con Cristo) simile a Incontro Matrimoniale. Si inizia con una proposta di tre giorni di incontro, nei quali si fa una forte esperienza di fraternità e studio sui temi della famiglia. Poi si formano gruppi di coppie di sposi ( in media di 8 coppie) che si incontrano meditando i temi fondamentali della vita cristiana.   Una esperienza molto bella, che sta donando ottimi frutti alla nostra parrocchia.  In settembre avremo un nuovo gruppo che farà la esperienza dei tre giorni, per poi ( speriamo) continuare nella formazione.   Ma....  ci sono dei limiti.   ECC è per le coppie cattoliche, regolarmente sposate con rito cattolico, e perseveranti: non sono ammessi separati, seconde unioni ecc...  ovvero: una minoranza dei nostri parrocchiani.  
La maggioranza delle famiglie sono formate da coppie non sposate, o separati e divorziati con nuove unioni, o famiglie con un genitore solo e figli. Tutte persone che non possono far parte dell’Incontro di Coppie com Cristo.    Abbiamo allora pensato di iniziare una Pastorale Familiare, che possa accogliere e accompagnare le varie situazioni di famiglia.

Le linee-guida  per dare vita alla     PASTORALE FAMILIARE  le troviamo nella FAMILIARIS CONSORTIO  di papa Giovanni Paolo II. E la Chiesa del Brasile si muove in questa direzione, con 3 settori: Preparazione al matrimonio, settore che segue le famiglie sposate, e Casi Speciali (divorziati risposati, vedovanza, coppie conviventi e non sposate, famiglie con un solo genitore....).
Abbiamo fatto le prime riunioni generali nel 2014 ( appena arrivato in Brasile) con la proposta della Pastorale Familiare con la sua struttura. Una partecipazione limitata come numero di persone, ma abbiamo continuato nel lavoro. La mia idea era non di proporre qualche evento grande e spettacolare ( questa é la tendenza, in genere) che poi si conclude nell’ evento stesso, ma di creare strutture che possano essere stabili nel tempo.  E quindi anche dare tempo per individuare persone affidabili e motivate per questo servizio. 
Grazie a Dio ho incontrato alcune coppie con una forte motivazione a dare vita alla Pastorale Familiare, e negli anni seguenti abbiamo iniziato, ( con calma.... siamo in Bahia!) a dare forma alla nostra Pastorale Familiare. Due coppie come responsabili generali e una coppia responsabile per ogni settore. E così sta continuando il nostro lavoro. 

Una preoccupazione per me urgente era strutturare una preparazione dei fidanzati al matrimonio ( una coppia di sposi giá lavorava per questo, incontrando i futuri sposi nella settimana prima del matrimonio, ma avevamo bisogno di qualcosa di piú); dal 2017 abbiamo iniziato con una equipe di sposi che fa alcuni incontri per i fidanzati preparando il matrimonio e che é presente alla celebrazione del matrimonio per animare la liturgia e come segno della Chiesa che accoglie la nuova famiglia.   Sono molto contento di questi passi che abbiamo fatto, e della disponibilitá di queste coppie ( una decina).
Ho lavorato, in questi ultimi mesi con loro, sulla celebrazione del matrimonio.  La tendenza qui é di fare un matrimonio-show: una schiera di testimoni con vestiti super-eleganti noleggiati, varie entrate  solenni in chiesa con infinite foto  di familiari, testimoni .....   lo stile é quello di una celebrazione-film, anche nei canti e musiche.  Ho cominciato a porre alcune regole,  limiti e indicazioni sui valori,  per uno stile che sia cristiano cattolico ( oggettivamente), piú sobrio, e  naturalmente incontro resistenze, opposizioni e malumori perché – per alcuni-   sto contrastando la cultura del luogo; su questo mi interrogo onestamente, e so che non devo imporre la mia cultura e accettare quella che incontro, ma nello stesso tempo sento il dovere di purificare certe cose e aiutare le persone a conoscere e vivere nello spirito della liturgia cattolica. Anche con gli altri settori ( accompagnamento degli sposi  e casi speciali) abbiamo iniziato a lavorare, e sono contento perché ho trovato alcune coppie ( non moltissime, ma alcune ci sono) motivate e con entusiasmo, e così la nostra Pastorale Familiare sta continuando. La mia speranza é di diffondere la attività con fidanzati e sposi non solo nel centro cittá, ma anche nelle varie comunitá sparse sul grande territorio della parrocchia; una proposta é formare gruppi di sposi, nelle comunitá piú grandi, che si incontrino regolarmente alla luce della Parola di Dio e possano confrontarsi sul loro vissuto matrimoniale, sulla appartenenza ecclesiale, e su altri temi per loro importanti.  

- Il lavoro piú difficile é con quelli chiamati “casi speciali” ( la espressione non mi piace molto, ma serve per capirci);  un gruppetto di sposi sta visitando famiglie di una comunità tra le più povere e problematiche, con  molte famiglie disintegrate, povere, disorientate....  un piccolo segno. Siamo in un ambito molto difficile da affrontare, per ora non abbiamo molte forze e capacità per accompagnare queste famiglie, ma é importante perseverare con piccoli segni.

-          Ministri.   Una novità di questo anno é che abbiamo ottenuto dagli uffici responsabili di Roma, la autorizzazione per tre persone di poter presiedere la celebrazione del Matrimonio, come assistenti autorizzati, quando manca il prete.  Due donne e un uomo, sposati.  In verità non sono accolti da tutti, nel senso che diversi fidanzati chiedono espressamente il prete e non vorrebbero laici a presiedere la liturgia del matrimonio; per altri non ci sono problemi. Mi sembra anche questo passo significativo, certamente non per contrapporre preti e ministri laici, ma per crescere sempre più nella collaborazione e nella fiducia reciproca.  Un caro saluto a tutti voi.  
DON Gabriele Burani

giovedì 29 marzo 2018

AUGURI DI PASQUA 2018 DI DON LUIGI FERRARI




“Chi uccide un GIUSTO perché è contrario alle sue opere, feconda il BENE che non può sopportare” . Questo è un pensiero di d. Mazzolari che mi è venuto in mente in questo tempo di quaresima, perché come chiesa brasiliana abbiamo fatto una Campagna di Fraternità in cui si é pregato e riflettuto del superamento della violenza. La Fraternità “siamo tutti fratelli” , fermentare nell’umanità l’amore fraterno: si è detto e cantato vince la violenza Qui in Brasile questo mese ha fatto notizia, e si diffusa per il mondo intero, l’assassinio di Marielle Franco, uccisa assieme all’autista, una consigliera comunale di Rio de Janeiro. Una giovane donna negra che ha lottato per diritti umani della sua gente, di una favela di Rio Maré; dove é riuscita a formarsi e laurearsi in amministrazione pubblica. 

Proprio in questo inizio d’anno, il presidente del Brasile ha deciso di dare un mandato speciale all’esercito per garantire la sicurezza in Rio de Janeiro. Molta manifestazioni di protesta, che hanno chiesto giustizia, certamente l’uccisione di Mariella ha scatenato un sussulto di indignazione tra la gente; speriamo che possa portare frutti buoni risvegliare questa democrazia così fragile. Nella quaresima abbiamo avuto la visita di don Filippo, è venuto con Maria Pia e ha portato anche una sorella nuova per la Casa di Carità di Ruy Barbosa, Ir. Josiane. La sua visita é stata importante per riguardare il cammino della Casa di Carità nella diocesi di Ruy Barbosa. La nostra diocesi di Reggio, dopo 52 anni di cooperazione come “chiesa sorella”, ha deciso di iniziare una nuova missione, sempre qui in Brasile ma andando verso le chiese dell’Amazonia . Così la Casa deve sempre più essere, non tanto un opera nostra delle suore, come spesso é ancora vista, ma essere più assunta dalla chiesa di Ruy Barbosa. Abbiamo fatto diversi incontri, col vescovo, coi sacerdoti giovani e anche con la gente comune; si è concordato alcune prospettive che speriamo possano crescere. Per il resto bello per noi confrontarci con don Filippo anche sul cammino della famiglia in Italia. Nelle parrocchie si é ripreso il cammino pastorale, con assemblee e consigli delle comunità. Le priorità di quest’anno sempre la catechesi con ispirazione catecumenale; bello un ritiro, una buona partecipazione una quarantina di catechisti, sulla “ Samaritana” che ha fatto vedere i passi dell’iniziazione cristiana: come l’incontro con Gesù apre al dialogo, alla conoscenza e alla rivelazione, e porta all’annuncio e testimonianza. In questo tempo sono riuscito a visitare alcuni anziani e ammalati; è sempre bello farlo anche con gli animatori delle comunità sperimentare come la visita sia sempre più un ricevere che dare. 

Scoprire la dignità di tanti che portano la croce come il cireneo con molta dignità e serenità. Ma anche scoprire le fatiche e il contesto di vita di famiglie, alle volte disastrate e alcune con germi di violenza che vanno pacificati. Così ci avviciniamo alla Pasqua, ci saranno alcuni giovani, qui in Utinga, che ricevono il battesimo e l’eucaristia; tra loro ci sono Bernardo e Paulo, che hanno iniziato a venire alla messa perché sono animatori dei canti con chitarra e batteria; questo li ha portati a conoscere Gesù e fare un cammino di catecumenato. La stagione estiva che sta terminando é stata caratterizzata da caldo forte e temporali che per fortuna hanno consentito agli agricoltori di piantare e sperare il raccolto. Il 22 marzo si é ricordato il giorno mondiale dell’acqua; il Brasile detiene il 13% delle riserve di acqua dolce del pianeta. Ma non per questo siamo messi bene. Noi ad esempio stiamo bevendo solo acqua minerale naturale comprata, non ci si fida dell’acqua pubblica, quasi sempre di bassa qualità. Lo stesso fiume, che passa da nella nostra regione, il Rio Utinga é contaminato dai prodotti che vengono usati, veleni e fertilizzanti per proteggere in particolare le coltivazioni di banana e papaya, e varie frutta e verdura.

Siamo nella settimana santa, ci prepariamo al triduo pasquale, che culmina nella Vigilia Pasquale:
il cantico dell’Exultet: ci parla della notte felice che sola conosce l’ora in cui il Cristo é Risorto, notte che dissipa l’odio, lava tutti i crimini e libera dalle catene della colpa, riempie di luce e pace i cuori.
Questo é anche L’augurio di questa Pasqua un abbraccio. 

mercoledì 28 marzo 2018

SEGNI DEI TEMPI






Esistono dei luoghi dove la fede può formulare enunciati significativi che possono avere un senso per tutti. La serie di questi luoghi è rappresentata dai “Segni dei Tempi”, ovvero, “indicazioni di luoghi nel mezzo di questo tempo che liberano qualcosa che è messo sotto silenzio ma che è rappresentativo della lotta per l’umanità dell’uomo e per condizioni di vita degne di lui.”¹ Uno dei compiti essenziali al cristianesimo è, appunto, il saper/dover interpretare questi Segni dei Tempi.  

Proviamo a porre questo affascinante contesto della presenza dei Segni dei Tempi dentro ad un mondo “angosciato ed inquieto” come è quello dell’uomo moderno, come può essere anche il nostro quotidiano. Nascono delle sfide che ci aiutano a contrapporci ai modelli di “uomo” che sono avanzati in questi anni. Abbiamo assistito, e continuamo tutt’oggi ad assistere, ad un uomo che gioca ad essere Dio (manipolazioni genetiche, esperimenti estremi col nucleare) e ad un uomo che crede di vivere senza Dio (divinizzazione dell’io, cosificazione del divino). Anche la sfida ecologica, cara ai contesti di Chiesa latinoamericana, può far parte dei Segni dei Tempi. Alla luce di tutto questo penso che sia interessante oggi lavorare su un nuovo discernimento di questi Segni dei Tempi, dove i laici (questo è l’anno dedicato a loro in modo speciale) possono e devono diventare protagonisti dentro alla Chiesa di Gesù. Un protagonismo che non ha nulla a che vedere con atteggiamenti esibizionisti, egocentrici ed individualisti. I laici formano la Chiesa, insieme al clero ed ai religiosi; sono, usando un’espressione magistralmente coniata dal Vaticano II, una parte del “Popolo di Dio”. 

Questo concetto, di Popolo di Dio, non sembra ancora sufficientemente chiaro nella testa di quelle persone che frequentano la Chiesa non con il proposito di cambiare la loro vita, ma come un modo di riempire bisogni creati da uno stile frenetico di convivenza con l’altro e con l’Altro. Per questo motivo credo che niente di più profondo e penetrante diventi la ricerca voluta e cercata dalla Chiesa per rendere competenti i laici, ovvero fornire loro un metodo che gli permetta di affrontare tutte le nuove situazioni che il mondo di oggi si inventa. “Sale della terra e luce del mondo”. Una frase famosa, bem consciuta, del Vangelo; una definizione che ci appartiene, ma che non abbiamo ancora saputo abitare interamente nella nostra esistenza terrena. A questo ci interpella e ci invita ad essere il vescovo di Roma, al secolo papa Francesco, con i suoi recenti scritti. Invano serviranno le notre riflessioni su una Chiesa ancora molto clericale; le notre critiche ad una parte del clero che confonde potere religioso con servizio sacerdotale; le nostre lamentele verso un modo di essere Parrocchia (o Unità pastorale) che continua ad usare modelli decisionali impostati dall’alto verso il basso; se non prendiamo conscienza di quello che dobbiamo essere, di quello che rappresentiamo nella Chiesa di Cristo e iniziamo ad assumere il compito che ci è stato dato dal Concilio Vaticano II. Qui in Brasile, nella Diocesi di Ruy Barbosa piccole scelte concrete, ancora tiepide per dire il vero, iniziano a saltar fuori. Segni. Nella Parrocchia di Miguel Calmon per tutto quest’anno (e spero per altri ancora) tutti i mesi la seconda domenica alla sera e la terza domenica al mattino non ci sarà la Celebrazione Eucaristica con la presidenza del prete, ma una Celebrazione della Parola con distribuzione dell”Eucarisita presieduta da laici e con il parroco seduto insieme agli altri fedeli ad ascoltare e pregare. Anche sotto l’aspetto della formazione la Parrocchia ha fatto una scelta che va in questa direzione di coinvolgere i laici. 

Sempre a Miguel Calmon, infatti, nel secondo semestre di quest’anno, avremo un Ciclo incontri formativi sulla Scrittura e sul Concilio Vaticano II per tutti i ministri della Parola, dell’Eucarestia, della Visita, Catechisti e Animatori dei gruppi e Movimenti, tenuti da laici. Ma la missione del laico non deve solo approfondirsi nell’ambito liturgico-celebrativo o formativo-catechetico. Sale della terra e luce del mondo significa anche essere quel fermento che lievita nascostamente nella massa  della condizione umana, dei territori inospitali, delle società strutturate su schemi di potere e di avassalamento. Penetrare nel contesto delle comunità, urbane o rurali, dove vivono uomini e donne allontanati dalla Speranza per riavvicinarveli. Dicevamo all’inizio che potrebbe essere interessante lavorare su un nuovo discernimento dei Segni dei Tempi. La Chiesa è e sarà sempre alla ricerca di questi Segni dei Tempi. Li vuole incontrare, capire, interpretare, seguire, realizzare. A volte penso, anche solo per un istante, che all’inizio di quest’anno dedicato ai laici, sia proprio la laicità un “Segno dei Tempi” da accogliere, da far fruttificare e da mantenere viva e operante nel cammino verso l’Eternità. 

    

Miguel Calmon, 28 di marzo 2018
Gianluca Guidetti     

¹ Cit. HThK, Vaticanum II, IV, 868, in Christoph Theobald, L’avvenire del Concilio, EDB, 2016, p193.
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venerdì 2 marzo 2018

Si rinnova la missione diocesana in Brasile: nuova presenza in Amazzonia nel 2019


  


[Dalla LIBERTA’ del 2 marzo 2018]
La comunicazione è stata data dal Vicario generale, a nome del vescovo Massimo Camisasca, in apertura del convegno missionario diocesano celebrato domenica 25 febbraio: nel 2019 la Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla aprirà una nuova missione in Amazzonia, rinnovando così la sua storica presenza in Brasile.
La decisione si inserisce nel solco dell’annuncio, dato da Papa Francesco nell’autunno scorso, di un’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per la Regione Panamazzonica, che avrà luogo a Roma nell’ottobre 2019. In quell’occasione il Pontefice ha spiegato che “scopo principale di questa convocazione è individuare nuove strade per l’evangelizzazione di quella porzione del Popolo di Dio, specialmente degli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della Foresta Amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro pianeta”.
La nostra Chiesa diocesana si è da subito resa disponibile nei confronti della Conferenza episcopale brasiliana per un servizio di primo annuncio cristiano in Amazzonia, ricevendo in breve tempo le richieste di invio di suoi missionari “fidei donum” da parte di quattro Diocesi di quella regione. Contestualmente ha condiviso il cambio d’orizzonte missionario, pur nella tradizione del suo impegno per il popolo brasiliano, con monsignor André de Witte, vescovo di Ruy Barbosa, la diocesi nello stato della Bahia in cui la Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla è presente fin dal novembre 1965, allorché i primi missionari sbarcarono nel Paese dell’America meridionale. In oltre mezzo secolo sono stati circa 120 i missionari – tra sacerdoti, suore, religiosi e laici – che si sono avvicendati nel servizio alla gente della Bahia, in quella logica dello scambio tra Chiese sorelle che arricchisce chi parte, chi riceve la visita, chi rientra. Per questa abbondanza di frutti missionari la Diocesi reggiano-guastallese esprime alla Chiesa di Ruy Barbosa, e sempre conserverà, sentimenti di gioia e di gratitudine.
Il passaggio missionario dalla Bahia all’Amazzonia avverrà gradualmente, nell’arco di circa 15 mesi, durante i quali la Diocesi e la Congregazione Mariana delle Case della Carità continueranno il discernimento sulla Casa della Carità di Ruy Barbosa.
Già nel giugno prossimo una delegazione diocesana guidata dal direttore del Centro Missionario don Pietro Adani partirà per una visita esplorativa in Amazzonia, in seguito alla quale la Diocesi deciderà in quale territorio rendere operativa la sua presenza, prevedibilmente nell’autunno 2019.




DUE ANNI




Le linee direttive della Chiesa Brasiliana per l’azione evangelizzatrice, documento ufficiale approvato il 18 di aprile 2015 dalla Conferenza Episcopale del Brasile¹, comprendono un periodo di 5 anni. L’ultimo, a cui faccio riferimento qui, va dal 2015 al 2019. Abbiamo, quindi, ancora due anni nei quali seguire, mettere in pratica e verificare i risultati delle nostre azioni/scelte pastorali; nostre nel senso della Diocesi di Ruy Barbosa. Abbiamo ancora due anni durante i quali il vescovo André guiderà questa Chiesa di Ruy Barbosa. E abbiamo ancora due anni (a poco meno) nei quali la Chiesa di Reggio Emilia riconsegnerà la missione alla Chiesa di Ruy Barbosa per incominciarne un’altra nel territorio amazzonico. È vero che “non si può mai dire mai”,  ma dai comunicati ufficiali, dalle considerazioni che si fanno qui tra missionari italiani e brasiliani e dalle parole del vescovo André tutto indica che sia così. Da tempo il nostro vescovo (André), anche in occasioni pubbliche, ha affermato la sua volontà di andare in pensione con l’arrivo dei 75 anni (che compierà il 31.12.2019) e lasciare ad altri la conduzione di questa Chiesa particolare.

Facciamo un tuffo, allora, nel Documento 102 per vedere quali precorsi propone e confrontarli con le scelte fatte dalla nostra Diocesi. Il motto scritto sullo stemma del vescovo André dice “Cristum semper”, Cristo sempre. Così il documento 102 inizia a partire da Gesù Cristo facendoci percepire l’estrema importanza di essere una Chiesa fedele al Cristo, che abita la persona del suo Maetro. Una Chiesa formata da discepoli “missionari” che, con altruismo e gratuità, vogliono promuovere, dove passano, giustizia, pace riconciliazione e atteggiamenti fraterni, vogliono annunciare il Regno ai vicini a ai lontani. Un’altra caratteristica di cui parla il Documento è quella di una Chiesa in “uscita” come il Papa Francesco esprime nella Evangelii Gaudium (n 20). Mi vengono in mente le “missioni diocesane”. Un’esperienza bella, di Chiesa che annuncia, porta la Parola, aiuta fratelli e sorelle ad incontrare il Signore. Un’esperienza di questa Diocesi di Ruy Barbosa. Quest’anno dal 9 al 15 di luglio, le Missioni diocesane saranno nella parrocchia di Tapiramutá. Un’attivitá ecclesiale/pastorale che la Diocesi di Ruy Barbosa organizza da molti anni e che, io penso, ha molto a che fare con questa proposta di “chiesa in uscita” e fuori dal tempio. Ma non solo; quanti servizi e azioni pastorali nelle singole parrocchie vengono proposti con la prospettiva di essere “Chiesa in uscita”.    

Il Documento ci presenta, poi, una Chiesa in stato permanete di missione, come casa dell’iniziazione alla vita cristiana, luogo di animazione bibblica della vita e della pastoralità, comunità di comunità e a servizio della vita piena per tutti. La Chiesa brasiliana punta su questi aspetti per un cammino di evangelizzazione e salvezza. Guardando alle priorità diocesane negli anni passati e a quelle di quest’anno, scelte durante l’assembleia diocesana del novembre 2017, troviamo: Iniziazione alla vita cristiana, dimensione biblica, aspetti catequetici e di vita di chiesa (CEB) e una grande preoccupazione con le realtà che necessitano di intervento (salvaguardia del creato, questioni ecologiche, nuove colonizzazioni e schiavitù di oggi, situazione dei giovani). Le Direttrici ci danno la direzione, ci indicano il cammino alla luce delle indicazioni di papa Francesco (EG e Anno Santo della Misericordia-2015), del Documento di Aparecida (V Conferenza Latinoamericana) e dei documenti conciliari (particolarmente DV, LG, GS e AG); noi ci mettiamo sulla strada facendo memoria di questi grandi avvenimenti cha hanno, e continuano tutt’ora, a segnare la vita e la storia della Chiesa di Cristo che è la nostra Chiesa e della quale facciamo parte atttiva.
Saranno due anni di ascolto e di intensa attività. Due anni di riflessioni e di scelte con l’intento di arrivare alla fine contenti di quello che si è fatto insieme. Non è ancora tempo di bilanci questo, è tempo di camminare per fare in modo che la convergenza di questi tre momenti (termine del Documento 102, termine della presenza reggiana a Ruy Barbosa e termine del mandato del vescovo André) possano produrre futti di grazia ed essere allo stesso tempo spinta propulsiva per nuovi servizi pastorali e ecclesiali.

   

  

    

Miguel Calmon, 28 di febbraio 2018
Gianluca Guidetti     


¹ Documento della CNBB nº 102, Direttrici Generali dell’Azione Evangelizzatrice della Chiesa nel Brasile 2015-2019, 2ª Edizione 2016.
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domenica 11 febbraio 2018

IN IPIRA' UN CORSO DI FORMAZIONE TEOLOGICA





Lettera dalla missione della diocesi di Reggio Emilia in Brasile.



Ipirá febbraio 2018
SCUOLA DI FORMAZIONE TEOLOGICA
La povertá dela nostra gente é soprattutto culturale. Ci sono ancora molti adulti analfabeti, e tra i giovani, che pure frequentano la scuola, una scarsa capacità di apprendere, una difficoltà grande nel comunicare correttamente, di leggere e scrivere.... la qualità delle scuole è bassa. La lettura qui da noi è un hobby poco praticato; non ci sono librerie, non ci sono edicole ma se ci fossero, non avrebbero molta attività.

Le persone quardano la TV, che è abbondantemente manipolata, e i programmi più seguiti sono futili o dannosi. In genere le persone  non leggono, e quindi non si fanno una idea critica  della realtà. Per questo i politici, anche disonesti, riescono a mantenere il potere; la maggiorana za delle persone non conosce i propri diritti, non sa come funzionano i servizi, e la conoscenza si riduce a ciò che serve per la sopravvivenza quotidiana.
Anche nelle nostre comunità cattoliche sentiamo il bisogno di lavorare molto per trasmettere i contenuti principali della fede. Certo, ci sono molti uomini e donne analfabeti o quasi con una fede stupenda, un impegno ammirevole nelle comunità e una conoscenza buona dei fondamenti della vita cristiana grazie alla loro presenza costante e apertura di cuore. Ma incontro anche molti errori, molte persone uniscono il cattolicesimo con i culti di origine africana, con le tradizioni della cultura della zona .....   pensando che sia tutto dottrina della Chiesa.   Un dato di fatto è la ignoranza dei cattolici, ignoranza biblica, mancanza di conoscenza del significato dei sacramenti, dei fondamenti teologici.    E le chiese protestanti stanno aumentando anche e soprattutto crescendo sulla ignoranza di fede dei cattolici.
Abbiamo allora pensato a un progetto un poco ambizioso, ma ci sembrava una proposta importante: una piccola Scuola di Formazione Teologica. La organizzazione incontra sempre difficoltà, ad esempio perchè la nostra parrocchia è grande e le persone che abitano nei villaggi hanno difficoltà a trovare il trasporto per il centro, e quando trovano il costo è piuttosto caro. Inoltre non sono molti con la capacità di affrontare uno studio serio.

Altra difficoltà culturale è che sono abituati a una formazione fatta di eventi ( meglio se spettacolari) che iniziano e finiscono in giornata.  Un impegno che dura nel tempo difficilmente viene assunto.  Coscienti dei vari ostacoli, abbiamo comunque fatto questa proposta: una Scuola di Formazione Teologica, con un incontro al mese, cominciando dal venerdi sera alle 19, fino a domenica nel primo pomeriggio, rimanendo nel nostro centro di formazione, anche per creare scambi di amicizia tra i partecipanti.  Abbiamo previsto una durata di 3 anni, affrontando, in questo periodo le varie discipline teologiche, certo in modo molto semplificato ma serio.   Chiediamo ai partecipanti la capacità di leggere, scrivere e studiare autonomamente. Il nostro intento è pastorale, nel senso di aiutare la formazione di alcune persone che assumano poi un servizio in favore di altri nelle varie zone della parrocchia. Invito forte a moltiplicare, a diffondere le conoscenze.

Abbiamo un gruppetto di coordinazione molto motivato e preparato. Hanno pensato di dare un nome alla scuola, don Riccardo Camellini, che è stato parroco in Ipirà negli anni che seguirono la dittatura militare, quando nacquero le varie Comunità di base.  La scuola è iniziata nella prima settimana di febbraio, con 35 iscritti, più i 5 della coordinazione. Questo inizio è stato molto buono, con grande attenzione dei partecipanti, e un desiderio di continuare il percorso.   Sono molto contento di questo primo passo che apre un futuro arricchente per la parrocchia.

 Penso alla realtà di Reggio, e alla ricchezza di offerte di formazione per i laici, a quanto lavoro è stato fatto e continua nel presente. Quanti laici con una conoscenza biblica, teologica molto buona e che sono una risorsa stupenda per le comunità. Credo che dobbiamo rendere grazie di tutto questo, e avere il coraggio di diffondere tutto ciò che impariamo.
La nostra realtà qui a Ipirà è assai più povera e semplice, ma il nostro desiderio è dare inizio a processi formativi che continuino nel tempo creando una desiderio di conoscere e di trasmettere il prezioso deposito della fede cristiana.
Un caro saluto, don Gabriele Burani, Ipirà, Bahia.

sabato 10 febbraio 2018

DAL BRASILE DON LUIGI FERRARI

UNA STRADA DI IGATU'-BRASIL




Carissimi tutti, 
scrivo due righe in questo inizio di anno facendo memoria della vita qui e degli eventi del mese passato. In generale gennaio qui è tempo di ferie ma siamo stati occupati con la festa di Senhor do Bonfim, patrono della parrocchia di Utinga. Bella la partecipazione e anche un buon coinvolgimento del popolo. Alla novena hanno partecipato sempre sulle 300 -400 persone si sono alternati vari predicatori che hanno animato l’assemblea; essendo la chiesa piccola per le celebrazioni, siamo stati nella piazzetta, di fianco alla chiesa, che ha anche un palco in muratura già pronto. Tema del novenario: “i laici sale della terra e luce del mondo”, abbiamo ripreso anche le priorità diocesane sulla iniziazione cristiana e sulla custodia della casa comune.

In questi giorni abbiamo ricevuto la visita di don Gigi Gibellini, è riuscito ad incontrare alcune comunità e persone che lo hanno accolto con molto affetto. E’ stato insieme a noi, missionari reggiani in Bahia, due giorni di incontro, a Igatù, un bel posto della Chapada Diamantina. Partendo dal vangelo ci ha fatto condividere come vivere il sogno di Papa Francesco: la scelta missionaria sia capace di trasformare della Chiesa. Abbiamo meditato Lazzaro e il ricco epulone, Maria nella visita ad Elisabetta, il miracolo del paralitico alla porta del tempo e l’invio missionario degli apostoli. E’ stato un buon momento per condividere la missione in un buon clima di fraternità.

Con d. Gigi sono arrivate anche Lucia, di Gazzano, che tanti anni fa è stata missionaria qui un paio di anni, e Benedetta Romani, sorella di Luca,che era già arrivato in ottobre. Originari di qui e adottati in Italia, sono venuti a ri-conoscere le loro famiglie di origine. Dobbiamo ringraziare della presenza di Luca,che in questi mesi ha portato un po’ di gioventù in casa e ci ha dato una mano nel servizio agli ospiti, condividendo in particolare la vita con Agdo e Valter, e anche della presenza di Alessandra, di Modena, che per tre mesi è stata qui con noi, condividendo la vita di Casa, ascoltando tutti pazientemente, passando ore e ore con il piccolo Francisco...

Abbiamo salutato Luca, Benedetta e Alessandra verso fine gennaio, quando sono ripartiti per l'Italia. 
Il 30 gennaio sono ripartiti per l'Italia d Gigi e Lucia, ed è tornata sr Madeleine dal congèe in Madagascar.
In queste settimane abbiamo fatto le assemblee di inizio dell’anno pastorale nelle varie città: Wagner, Bonito e Utinga. Si fa un po’ la verifica dell’anno passato e si programma quello nuovo con i laici che danno il loro contributo perché tutta la comunità possa crescere nel discepolato e nella missione. Quest’anno la Campagna della fraternità della quaresima promossa dalla chiesa brasiliana è improntata per il superamento della violenza. Lo slogan è “voi siete tutti fratelli”, nel fare una analisi della violenza si rimane colpiti perché spesso comincia la violenza già nel contesto familiare per poi disseminarsi in quella sociale. In particolare è una violenza che colpisce i giovani e in particolare quelli di colore, degli assaltati ogni anno sono più di 20 mila; non risparmia le donne il femminicidio è in aumento. Allora quanto di più opportuno, fare momenti di preghiera e condivisione nelle famiglie delle varie comunità e vincere con la fraternità il demone della violenza. Per quello che riguarda la realtà politica sociale del Brasile, fine gennaio è stato condannato a 12 anni di prigione l’ex presidente Lula: la spirale della corruzione senza dubbio è la causa maggiore, ma certamente lo si è voluto mettere fuori delle prossime elezione di ottobre. Certamente non indenne da colpe, però è stato uno dei pochi presidenti che ha cercato di vincere quella terribile disuguaglianza tra ricchi e poveri. Ha fatto politiche assistenziali per le famiglie più carenti, ma ha anche dato l’opportunità ai giovani, anche delle classi più povere di studiare e formarsi per un futuro migliore.  
Buon Carnevale e inizio di Quaresima
pe Luis e ir. Alessandra