lunedì 14 luglio 2014

incontro missionari italiani em Ruy Barbosa, 07-07-14


Ci siamo incontrati il lunedí 7 di luglio alla Casa della Caritá di Ruy Barbosa approfittando della presenza di Don Romani Zanni, in visita alle sorelle e ai Fratelli, che si preparano al Capitolo Generale nel prossimo settembre, e anche perché lui é il Vicário Episcopale per le Missioni nella Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Eravamo presenti: Gianluca Guidetti, coordinatore dei missionari brasiliani, pe.Marco Ferrari, pe.Riccardo Mioni, Enzo Bertagni, ir.Nicoletta, ir.Giovanna, pe.Gabriele Burani, pe.Luigi Gibellini e ir.Lorenza. Mancava pe.Fernando Imovilli perché scendendo di Bonito era uscito di strada, mas senza nessuna conseguenza grave, solo il carro ha avuto danni.
Dopo um piccolo momento di preghiera dove abbiamo letto il vangelo del giorno e dato spazio ai vari commenti, poi abbiamo cominciato a discutere i punti dell’OdG che Gianluca ci aveva mandato cominciando dalla “riflessione sulla presenza dei missionari reggiani nella Diocesi di Ruy Barbosa e prospettive future” in questi 50 anni di cammino.
Con certezza si puó dire che c’é stato un cammino caratterizzato dalle varie situazioni che si sono incontrate e dalla circostanze che si sono vissute; ma in questi ultimi anni gli aspetto che piú hanno marcato la diocesi di Ruy Barbosa é stato l’impegno a livello vocazionale e aspetto econômico, che vuol dire cominciare a vedere come la diocesi puó autosostenersi. Sulle vocazioni, oltre che aver costruito un seminário próprio ( fino al 2008 i seminaristi della diocesi erano insieme ai seminaristi della diocesi di Paulo Alfonso) si sta lavorando e si stanno vedendo i primi piccoli risultati, cioé 6 nuovi sacerdoti di Ruy Barbosa, e 4 seminaristi che si stanno formando. In questo si é ricordato come la Diocesi di Reggio Emilia aveva progettato un cammino di accompagnamento inviando alcuni anni fá, don Mario Gazzotti, ch avrebbe dovuto inserirsi nel cammino di formazioni dei seminaristi. Per questo, quello che puó essere un nosso impegno qui in Ruy Barbosa nei prossimi anni, potrebbe essere legato al discorso “formazione” individuando in questo un aspetto piú specifico della nostra presenza.
Per quanto riguarda il futuro, si é affermato che, se si aspetta che la Diocesi di Ruy Barbosa sia autosufficente, ricordando quello che dom Adriano Caprioli aveva detto nel suo ultimo viaggio in accasione dei 50 anni della diocesi, cioé “rimaniamo fino a quando ce ne sará il bisogno”, non si cambia mai; per questo si é detto che é bene dare dei tempi alla diocesi di Ruy Barbosa, facendo un progetto proiettato nel futuro. Su questo si é aperta poi una discussione partendo dal fatto che siamo una chiesa inviata in missione, e non solo singole persone o solo preti; le domande che sono uscite sono state queste:
-       Quando si parla di chiudere cose si intende?
-       Quando si dice di spostarsi cosa implica per l’equipe missionária?
-       Dove andare? Cosa ci chiede la Chiesa Brasiliana?
-       Quanto vuole investirci la Chiesa Reggiano-Guastallese nella missione in Brasile?
-       Che spazio trovano i laici in questa missione?
Di fronte a queste domande abbiamo cercato di dare alcune risposte che ci possano aiutare a capire sempre meglio quelle che saranno le prospettive future della nostra missione qui in Brasile.
Dom André de Witte, bispo de Ruy Barbosa
Alla prima domanda si é detto che la missione non chiude, cioé é importante riconoscere quanto sono importanti le missioni per la vita della Diocesi di Reggio-Emilia, ricordando che le missioni sono il polmone della diocesi;  si é detto che puó essere giunto il momento di pensare ad uno spostamento, vedendo, che dopo 50 anni, ci sono luoghi che hanno piú bisogno della presenza di missionari, che Ruy Barbosa. É uscito anche che il discorso di “chiudere” é impróprio, perché la presenza dei missionari Reggiani non é solo di preti e suore, mas anche di laici e volontari, quindi é chiaro che una presenza reggiana continua in forma differente, mas sempre salvaguardando la dimensione de equipe, cioé di una chiesa che ínvia il próprio essere chiesa. In seguito si é detto che il fatto dello spostarsi é legato anche alla presenza di preti baiani che stanno assumindosi la responsabilitá della loro diocesi, e questo é molto positivo.
  Alla seconda domanda si é confermato il discorso che se si apre una nuova missione in Brasile, si apre con lo stesso método dell’equipe missionária, cioé un gruppo di persone che vanno a nome della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, cioé preti, suore, laici e volontari. Non si puó essere solo la presenza di preti che fá la missione, mas la presenza di una chiesa che si assume la responsabilitá di mandare le varie vocazioni e i vari carismi.
Dove andare? Questa non é una decisione nostra perché siamo inseriti dentro una chiesa che já sta dando delle indicazioni sopra la necessitá de missionari; in questo caso la Chiesa Brasiliana stá chiedendo missionari per la missione continentale, e in modo speciale per la regione amazônica, quindi potrebbe essere in quella direzione che anche la chiesa di Reggio si muove. Il documento di Aparecida e i vescovi brasiliani stanno invitando a inviare missionari in quella regione perché é, al momento attuale, il luogo dove c’é piú necessitá.
e a Palavra se fez carne.....
Per fare questo peró é necessário che la chiesa Reggiana possa investire ancora di piú sulla missione; in questo incontro ci siamo fermati anche al fatto che in questi ultimi anni la nostra presenza in terra brasiliana é diminuita notevolmente, sia  alivello di sacerdoti che di laici. Se la prospettiva é di rilanciare la missione e aprire altri spazi bisogna che la chiesa che ci ínvia riconosca quanto é necessário la presenza missinaria per la chiesa reggiana, e non essere rinchiusa in sé stessa; avere il coraggio di fare delle scelte che si aprano alle “periferie del mondo” e non rimanere chiusi nella varie sacrestie delle nostre chiese. Se é vero che é dando che si riceve, dobbiamo sempre piú alimentare questa dinâmica evangélica. Quindi aprire e andare, vuole dire investire e credere che non ci perdiamo o impoveriamo, mas che sempre piú ci arricchiremo....
Sulla presenza dei laici si é confermato il fatto che sono una presenza importante e che possono trovare spazio nel cammino di questa missione; si é ribadito la necessitá di non inventare progetti o altre cose per la loro venuta, mas che possano esserci cammini dentro le realtá dove sono presenti i reggiani. Si é sottolineato l’importanza di una presenza familiare, in primo luogo, cioé familie che scelgono di essere família qui, dando una testimonianza viva in una situazione dove le familie sono distrutturate e inesistenti; inserirsi in parrocchie dove possono svolgere un servizio a livello di pastorali o di progetti já esistenti. Si riconosce quando é importante che siano accompagnati e che possano confrontarsi con chi já da tempo sta vivendo in queste realtá missionarie.
Si é concluso l’incontro con il pranzo e marcando il prossimo, aprofittando della presenza di Gabriele Carlotti che sará con noi a partire dal 15 di Luglio. Il prossimo incontro é stato fissato per il 18 de agosto.