Ciao a tutti,
questa volta
nella condivisione del mese di novembre, vorremmo parlare un po’
dell’esperienza che stanno vivendo i nostri figli, Matteo (4 anni) e Benedetta
(2 anni il 2 di dicembre, AUGURI !!!).
Noi ogni volta
che scriviamo qualcosa, che parliamo con le persone diamo sempre per scontato
che per i nostri figli vada tutto bene, o meglio, pensiamo: “noi stiamo bene,
ovvio che anche loro stanno come noi”.
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Matteo e Benedetta a Ilheus. |
Credo invece che
anche per loro ci sia stato e ci sia tuttora oggi un percorso che prosegue: per
Benedetta magari la cosa è più semplice, compiendo ora 2 anni; lei sta
assorbendo tutte le cose che sono qui come cose nuove, perché da quando è nata
ha vissuto più tempo qui che in Italia. Matteo invece aveva già “sperimentato”
la vita italiana e qui ha dovuto “ricostruire” tutti i suoi punti di
riferimento: la scuola (e tutto ciò che ne consegue: non era mai stato prima
d’ora all’asilo e poi la “vita” con i compagni di classe …), gli amici (della
“rua”, della scuola, della parrocchia ….), i cibi, i tempi brasiliani ..insomma
tante cose che noi potremmo pensare “normali” ma che non lo sono avendo
stravolto la sua vita a soli 3 anni e mezzo un giorno di settembre quando
dormendo sul passeggino si è risvegliato davanti ad un aereo che lo avrebbe
portato aldilà dell’oceano.
In questo anno
Matteo ha affrontato diverse cose che sono cambiate rispetto all’Italia; come
dicevamo qui sopra ha per esempio iniziato ad andare all’asilo: e non è stato
un inserimento fatto in Italia, con maestre che parlano la tua lingua, compagni
coi quali ti capisci: no! … “Boa tarde Mateus, eu sou Ortensia, a tua
nova profesora !!!” .. capito? Eh,
questo è quello che Matteo ha vissuto nel primo mese di prova che ha fatto
esattamente un anno fa ... e poi? I compagni: stessa cosa: “Oi Mateus,
meu nome è Pedro … eu gosto de brincar com os carrinhos …e você ?” ... capito? ... Insomma una bella sfida
che tuttora Matteo crediamo affronti tutti i giorni (ovvio, con la lingua va
molto meglio, ora parla meglio di noi ...); perché vediamo per esempio che si è
creato dei punti di riferimento che gli permettono di affrontare il distacco
(dai genitori) e l’avvicinamento (alla scuola, alla maestra, ai compagni) …
Altro capitolo:
amici (di casa, per intenderci). Dai primi momenti che siamo stati qui abbiamo
deciso insieme di tenere la porta di casa aperta (qui comunque è un uso che
molti adottano … anche se APRIRE LE PORTE per i brasiliani non significa quello
che abbiamo fatto noi): questo ha significato avere molti bambini che venissero
a giocare con Matteo e Benedetta; è da una parte molto bello aprire la porta ma
anche molto faticoso: qui i bimbi non hanno orari, escono dalle loro case e i
genitori o chi comunque si occupa di loro li vengono a cercare dopo parecchio
tempo (se li vengono a cercare !!), l’educazione che hanno molti bimbi di qua è
molto carente a livello di buone maniere, come comportarsi … vedete perciò che
“la porta aperta” non è una cosa da poco. E Matteo? Matteo ha cominciato a
sviluppare gli atteggiamenti di questi bimbi: i bimbi di qua sono molto fisici,
giocano spesso di lotta, rincorrersi (e cadere) , insomma giochi non del tutto
calmi … ma Matte si è subito “inculturato” e questo ha voluto dire anche dover
essere più attenti a lui; cerchiamo di spiegarci meglio: i bimbi che vengono da
noi non hanno un’età omogenea e nemmeno sono tutti dell’età di Matteo. Quindi,
per esempio, i bimbi (e bimbe) più grandi hanno già atteggiamenti quasi da
ragazzi e in un contesto di poca educazione (scolare e anche genitoriale) molti
di loro possono trasmettere ai nostri figli comportamenti non del tutto positivi … insomma,
abbiamo un bel lavoretto da fare anche in casa. Facciamo un esempio (è su
Benedetta): c’è un vicino di casa (2 anni) che spesso viene sgridato dalla
nonna e la nonna lo picchia …. Lui quando viene qui da noi è solito (spesso,
non sempre) picchiare gli altri bimbi … capite un po’ quali sono le dinamiche
che si sviluppano? In tutto ciò però Matteo è cresciuto: ricerca e richiede la
sua autonomia, ha capito per i 4 anni che ha ciò che gli sta accadendo intorno
qui (bimbi che non hanno le cose che ha lui, famiglie distrutte dall’alcool e
dalla violenza); in tutto questo Matteo fa molte domande che crediamo lo
portino un pochino a riflettere … per esempio tutte le sere (o quasi) prega per
gli amici del quartiere, per le persone della comunità, per famiglie intere .
Perciò ci
sentiamo di dire un grande GRAZIE ai nostri figli, anche se capiamo benissimo
che a quest’età loro avrebbero fatto qualsiasi scelta fosse stata presa dai
loro genitori ; ma credo dobbiamo comunque non dare per scontato che il loro
inserimento sia stato (e lo sia tuttora) così semplice o così facile.
Vi salutiamo
augurandovi di passare un felice Natale , chi con la propria famiglia, chi con
gli amici, chi da solo (noi avremo la grazia, o meno, di passarlo col papà di
Alex che verrà a trovarci per 3 settimane), ma tutti speriamo uniti da quella
gioia, quella speranza che nostro Signore Gesù Cristo porta venendoci a
trovare, attraverso la sua nascita … che sia una nascita (o rinascita) per
tutti noi, in questi tempi così bui, pieni di violenza, di odio, di
individualismo, di cattiverie gratuite … una luce arriva da quella culla,
semplice, di paglia dove nasce per tutti noi il Salvatore.
Até mais
AlexLauraMatteoBenedetta
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