Levanta-te e Anda, 24 setembro 2026
don Luigi Gibellini
Sono rientrato dall’Italia domenica
20 settembre, dopo avere partecipato al Capitolo dei Fratelli della Carità,
momento ricco, momento di forte fraternità, di ascolto reciproco, di
entusiasmo, soprattutto da parte dei fratelli Malgasci, e di novità, di piccoli
cambiamenti che hanno però segnato il nostro cammino che ci ha riportato alle
nostre radici, quello che siamo e da dove veniamo, prima che essere diversi per
le vocazioni ricevute, cioè tutti fratelli; l’identità del fratello ha ripreso
il suo giusto posto e lo si è visto concretamente nella scelta del Fratello
Maggiore, nella persona di frate Marco; mi sembra di potere dire che lo Spirito
Santo ha fatto la sua parte e che noi l’abbiamo lasciato lavorare e l’abbiamo
saputo ascoltare. Ho goduto di questo tempo, ho ringraziato il Signore per
questo momento di fraternità; anche la messa conclusiva mi è sembrata una bella
manifestazione della nostra famiglia, nelle diversità e nella bellezza delle
diverse vocazioni; una bella sinfonia di strumenti diversi ma che riescono a
formare una bella armonia si suoni e di voci. Vorrei ringraziare anche dei
nuovi volti posti alla guida della nostra famiglia, una bella mistura di doni e
di cammini, che il Signore accompagni il loro cammino e possa illuminare ognuno
per il bene di tutti.
Poi il ritornare alla realtà
brasiliana, alla vita di casa, all’incontro con gli ospiti e le sorelle,
all’immergersi di nuovo nella pastorale parrocchiale e al riprendere il passo nell’incontro
con le persone lasciate poco tempo fa. E
dentro tutto questo anche i cambiamenti richiesti dal vescovo Estevam, cioè
lasciare la parrocchia di Macajuba e dare più tempo a Ruy Barbosa con annessa
la realtà del Santuario diocesano di Alagoas; e poi la proposta del vescovo di
dare più tempo, nel prossimo anno, alla visita delle parrocchie, concordando
con i parroci e incontrando, insieme con le sorelle, i vari gruppi parrocchiali
per parlare della Casa per tentare di suscitare nei laici, il desiderio di
conoscere, di visitare e di servire il Cristo, che si presenta
concretamente nella vita degli ospiti.
Vedremo come impostare questo lavoro e come entrare in contatto con le varie
parrocchie.

Festa di S. Lucia in Macajuba e processione.
Mi spiace un poco, dovere lasciare
Macajuba, perché ho ricevuto molto da quella parrocchia e anche tessuto varie
amicizie e relazioni con le persone delle varie comunità della campagna e della
città; direi che l’esperienza in quella realtà mi ha arricchito e mi ha
animato, senza però dimenticarsi anche delle difficoltà incontrate e le fatiche
fatte, ma con certezza quello che ho acquisito e imparato è ben maggiore dei
limiti che ho trovato.
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| Il diacono Genival |
Mi mancherà molto la persona del diacono Genival e delle sue attenzioni per me, per il frigorifero sempre pieno di roba, con salame, formaggio e coca cola, per l’abbondanza della tavola, sempre piena di una quantità di cibo che mi ricorda l’immagine del banchetto messianico, di questa ultima domenica (11/10) dove si diceva: “preparerò su questo monte un banchetto per tutti i popoli, con cibi succulenti e vini raffinati…” (Is. 25,6ss), e anche delle belle chiacchierate a livello di pastorale parrocchiale, di progetti di nuove comunità, di politica, adesso più che mai viva, e che preoccupa.
Poi la presenza delle suore Francescane de Allegany, comunità religiosa presente da 40 anni in Macajuba e che animano e lavorano molto con le comunità e con i laici. Una presenza preziosa e forte che marca il cammino della parrocchia e delle varie realtà pastorali. E’ sempre bello quando si passa nella loro casa, molto accoglienti e capaci di animare e stimolare il laicato; mi ricordano molto l’esperienza fatta negli anni precedenti, in Nova Redenção e in Wagner, dove la presenza delle consacrate era molto apprezzata e molto preziosa, al di là del grande lavoro pastorale che facevano. In questi giorni, sto tentando di dare tempo per visitare le varie comunità, prima di dicembre, incontrando le tante persone che hanno fatto parte di questi 3 anni di lavoro e di presenza in quella parrocchia, ed è sempre bello e commovente allo stesso tempo, vedere nei volti, un pezzo di storia, di vita, di condivisione, di momenti belli, ma anche di momenti di sofferenza e di dolore; sono cose che si mescolano sempre, dando colore alla bellezza della vita.
Mi ricordo di alcuni anniversari di matrimonio di persone anziane, come
Joabe e Maria, con i loro 60 anni di matrimonio, o do Sr. João che nel mese di
settembre ha completato 100 anni, insieme ai suoi 8 figli e una immensa schiera
di nipoti e pronipoti, e questo mi ha fatto saldare il mio cuore e, pieno di
gratitudine, mi hanno fatto gioire e rallegrare. Sono i
piccoli segni che fanno diventare grandi le cose della vita.
Poi è arrivato il tempo delle elezioni del Governo Brasiliano, la scelta
del Presidente, e in seguito dei senatori, deputati e governatori dei vari Stati
che compongono la nazione brasiliana. Domenica 4 ottobre, quasi 120 milioni di
brasiliani si sono recati alle urne per votare e per scegliere chi nei prossimi
4 anni guiderà la nazione. Guardando da fuori, mi sembra che la situazione
politica brasiliana è molto complicata, perché come succede in America, il
Presidente ha molto potere, può definire e cambiare molte cose, e può, come
succede in altri paesi (USA), abusare del suo potere, per i propri interessi, per
escludere chi non pensa come te, di avvantaggiare chi appoggia la tua linea
politica, e anche perseguitare chi si oppone a certe scelte, che alzano alcuni
e danneggiano altri, soprattutto le classi basse. Il pericolo di un nuovo tempo
di “dittatura” non è poi molto lontano, se la destra riesce a vincere, tenuto
conto che il Partito Liberale (PL) quello di Bolsonaro, ha già la maggioranza
al Senato e alla Camera. Si parla di cambiare la Costituzione del 1988, per
Democratizzare il paese, di togliere il potere al Supremo Tribunale Federale, l’organo
che, come la Magistratura in Italia, non dipende direttamente dal potere
politico, di eliminare le spese pubbliche a servizio di chi ha un basso reddito
(Bolsa Famiglia), di ridurre le spese per la scuola e per la salute, lasciare
libero il mercato per lo sfruttamento delle aree forestali, e una delle cose
che ha lanciato la destra, a livello religioso, di togliere la festa di Nossa
Senhora Aparecida, come patrona del Brasile. Si passa, in area religiosa, da
una Teologia che Libera (non accolta dai Movimenti Carismatici e da un nuovo
stile di chiesa molto tradizionale) alla Teologia del Dominio, usando così
l’aspetto religioso, come un modo di dominio e di potere (Chiesa a braccetto
col Potere).
E la Chiesa cosa dice di
fronte a questo scenario Politico come si posiziona? Che
orientamenti dà ai cristiani? Ecco alcuni punti chiave:
- Neutralità
partitica:
La CNBB ha ribadito con forza che la Chiesa Cattolica non sostiene
alcun partito politico né indica candidati specifici.
- Appello
contro l'astensionismo: I vescovi hanno lanciato un invito diretto ai cattolici affinché
si rechino alle urne, sottolineando che non esercitare il diritto di voto
non rappresenta mai la scelta migliore per il Paese.
- Criteri
per il voto consapevole: Viene consigliato agli elettori di andare oltre le semplici
promesse elettorali, analizzando attentamente la storia personale, il
passato dei candidati, le loro proposte concrete e la loro coerenza con
l'etica e la dignità umana.
- Rifiuto
dell'uso politico della religione: L'ente ha espresso forte preoccupazione per l'uso strumentale
delle chiese e dei simboli religiosi all'interno delle campagne
elettorali, condannando lo sfruttamento della fede per promuovere
specifiche candidature o ideologie.
- Allarmi
sociali e democratici: Nella sua nota, la conferenza episcopale ha messo in guardia i
cittadini contro i rischi legati alla diffusione di fake news e
disinformazione, oltre a denunciare piaghe storiche come la
corruzione, il voto di scambio, l'abuso di potere e l'uso indebito di
risorse pubbliche.
Queste le indicazioni, le
raccomandazioni, ma in verità mi sembra che la logica del popolo sia quella di
un voto legato alle tradizioni politiche opportuniste, o personali, cioè che ne
ricavo direttamente io se voto questo o quello; succede molto di più a livello
municipale, dove si cerca il maggior vantaggio personale o della famiglia.
Ripeto, sono molto preoccupato, anche perché, come già è successo nel passato,
l’America Latina, in parte lo è già, può ridiventare il giardino degli Stati
Uniti. Ma non dobbiamo neanche dimenticare, che ascoltando la gente, e i nostri
cristiani, ci sia una bella divisione, a livello di popolo e a livello
ecclesiale, cioè cattolici, preti, vescovi e movimenti ben schierati… quando
domandarono a Gesù se era lecito pagare le tasse a Cesare, lui rispose:“ Date a
Cesare quello che è di Cesare, e date a Dio quello che è di Dio”, per dividere
i due poteri, ma attenzione a non ricadere in un imperialismo che toglie la
libertà di espressione e di parola.
