giovedì 27 agosto 2026

VISITE ALLA CASA DI CARITA' DI RUY BARBOSA

 



Projeto Levanta-te e Anda, 26/08/26

 

  Ciao a tutti,

sta finendo il mese di agosto, mese vocazionale, dove la chiesa brasiliana ha riflettuto durante il mese, su tutte la vocazioni, cominciando dalla vocazione sacerdotale (1° domenica) poi la vocazione alla vita consacrata (2° domenica) poi la vocazione familiare (3° domenica) e infine la vocazione laicale, quella che sostiene la vita della comunità, nei suoi vari aspetti e responsabilità; senza la presenza dei laici, ed in modo particolare delle LAICHE, le comunità incontrerebbero grandi difficoltà per camminare, per celebrare, per impegnarsi nell’evangelizzazione e nella carità, e non da ultimo, nell’impegno sociale e politico.

  E’ stato anche il mese di varie presenze che son passate dalla Casa e dove abbiamo avuto la possibilità e la gioia di accogliere diverse persone; le campiste del CMD, Giada, Sara, Chiara e Gloria, che sono arrivate alla fine del mese di luglio e ripartite l’11 di agosto,  i due amici della Casa della Carità di San Giuseppe, Francesco e Aruna, arrivati all’inizio di agosto e ripartiti ieri (25/08) l’arrivo dei novizi Gesuiti, Alan, Caio e Manuel, domenica 16 agosto e che staranno con noi fino in settembre, i due gruppi di Bologna accompagnati da don Claudio Casiello, già missionario in Salvador per alcuni anni, Gleide, volontaria fedele e attenta alla Casa, che si fermerà fino agli inizi di settembre, e di altri volontari brasiliani che si sono dati un tempo per aiutare e sostenere il cammino della Casa in questa fase dove le suore, Annamaria e Alessandra, sono partite per partecipare del Capitolo delle sorelle e del Capitolo Generale della nostra famiglia. Di tutto questo, rendiamo grazie a Dio per la ricchezza di questi incontri e di questi scambi di chiese, che ci permettono sempre di avere uno sguardo ampio e non ristretto, del nostro essere chiesa in cammino in questa terra brasiliana.

  Abbiamo avuto anche un incontro con don Marco, direttore del CMD, che ha accompagnato i campisti in terra baiana e in terra amazzonica, alla fine del mese di luglio, con quelli che abitano in Ruy Barbosa e le persone che stavano visitando la missione in Bahia; momento di scambio, di condivisione e di allegria, e di tante parole in italiano, da sovrastare la lingua portoghese che era in quella giornata in minoranza…cosa che ha rallegrato il cuore di Enzo Bertagni, che si emoziona quando ci si incontra come missionari reggiani ancora presenti in Bahia.

  In Casa, dentro tutto questo via e vai di persone, mi sembra di potere dire che le cose stanno camminando con tranquillità e serenità, a volte con alcune tensioni, ma con molta responsabilità da parte di tutti; credo che questo tempo possa essere anche un tempo di verifica, di prova,  sul come la Casa possa camminare un poco più con le sue gambe, anche se continua una presenza stabile di persone che quando torneranno sr. Alessandra e Annamaria, spariranno, e il corso della vita di Casa riprenderà il suo alvo normale. Ma, siamo in cammino…

  Il mese di agosto si conclude con l’ordinazione diaconale di due sposi della parrocchia di Nossa Senhora do Carmo in Wagner, Jurassy e Diego. Diego è stato uno dei ragazzi che ha partecipato del Progetto Nova Vida, un progetto che si è sempre occupato dei bimbi e adolescenti della città di Wagner, poi è diventato educatore all’interno del Progetto, e poi con Nene ha formato una famiglia, con 3 figli, poi si è formato all’Università e attualmente insegna, e dentro tutto questo percorso ha cominciato l’itinerario diaconale, come servizio all’interno della parrocchia dove abita; tanta cosa, e in questa camminata ho avuto il privilegio di potere percorrere una parte della storia di questa famiglia, in modo particolare per quello che è stato uno dei momenti importanti del cammino, cioè il giorno del loro matrimonio, celebrato nella parrocchia di Wagner. Domenica, un altro passo, un altro impegno, un’altra tappa per lui e per tutta la sua famiglia, a servizio della Chiesa e a servizio, nella Chiesa, dei più poveri e esclusi.

  Aggiungo qui alcune cose scritte un po' di tempo fa sulla mia esperienza legata al Progetto Nova Vida, dove appunto ho conosciuto Diego e tanti ragazzi e educatori: “Una cosa che ho cercato di fare quando sono arrivato a Wagner, è stato il rendermi conto di come era la parrocchia, con le sue comunità della città e della zona rurale e di cosa c’era a livello sociale, e con certezza la presenza del Progetto Nova Vida segnava molto questo aspetto. Il conoscere il Progetto mi ha aiutato ad entrare dentro a diverse situazioni familiari, la vicinanza con i ragazzi che frequentavano il progetto mi aiutava anche ad apprendere la lingua portoghese, ma quello che con certezza mi dava più allegria era il vedere come all’interno di questo spazio territoriale si creassero delle dinamiche e delle relazioni che facevano crescere le persone.

  Poi il contatto con gli educatori e coloro che conducevano il Progetto mi ha aiutato a vedere come l’impegno serio e forte loro, cambiasse il modo di vedere e pensare dei ragazzi che frequentavano Nova Vida; e ancora, vedere come alcuni dei ragazzi che parteciparono del Progetto sono diventati educatori e responsabili del Progetto stesso. Una bella trasformazione e un bel frutto di un lavoro che a volte sembrava non desse nessun risultato.

  Non sono mancati anche dei momenti difficili, nei quali abbiamo dovuto affrontare delle situazioni complicate, a livello di relazioni e anche a livello strutturali, o di cambiamenti di personale o di scelte che erano necessarie da fare, ma tutto con serietà e maturità.

  Mi ricordo anche delle conquiste che sono state fatte lungo il percorso, come il riconoscimento a livello Municipale di Utilità Pubblica, e così anche a livello Statale (della Bahia) e di quanto questo sia stato utile per essere riconosciuti come un Progetto valido e attento alle situazioni dei bimbi e dei ragazzi di Wagner; il rapporto con il Municipio, di ascolto e di rispetto, ci ha portato ad acquisire anche la parte dello stabile che era di proprietà del Municipio, per potere avere una struttura che appartenesse alla Associazione ACCANOV. Mi ricordo anche di alcune volte che siamo stati alla Camera dei Consiglieri Comunali per spiegare ciò che si stava facendo nel Progetto e per ‘rivendicare’ quello che il Municipio stesso aveva dichiarato sull’importanza di quel luogo; sempre ascoltati e ringraziati, ma infelicemente non sempre arrivavano delle azioni concrete per aiutare il Progetto. Ma questo non ha mai influenzato negativamente sul cammino, ha sempre incentivato a non mollare e andare avanti.

    Concludendo, vorrei dire che per me il Progetto è stato, ed è, un luogo dove ho imparato a stare con i ragazzi, ho appreso quanto è necessario spendere tempo per dare possibilità educative alle nuove generazioni, e quanto tutto questo costruisce relazioni e rapporti che fanno crescere”.

  Domani, con Agdo e ir. Isabela, dentro la scelta di fare 2 giorni alla settimana fuori dalla Casa, andremo a visitare il monastero delle carmelitane di Bomfim, e poi mi preparerò per viaggiare per l’Italia, martedì prossimo, per partecipare del Capitolo dei Fratelli della Carità. Un saluto a tutti, un buon rientro dalle ferie, per chi ha avuto l’opportunità di farle, e speriamo che il caldo diminuisca. Atè breve, pe. Luis, irmão da Caridade e vosso irmão.