giovedì 29 ottobre 2026

Prime e dopo le elezioni di ottobre 2026 in Brasile

 



Luigi Gibellini

Jacobina, 21 outubro 26

 

            Ciao a tutti,

si sta avvicinando il secondo turno delle elezioni presidenziali qui in Brasile e il clima si sta facendo molto caldo e la gente sta manifestando in vari modi il proprio pensiero, o meglio, sta cavalcando l’onda, senza spesso sapere quali sono veramente le proposte politiche, riempiendo le piazze o urlando in modi più assurdi ciò che sembra la propria opinione o indirizzo politico, utilizzando anche la Pseudo fede, come la recita del Padre Nostro. Ci sono stati anche dibattici televisivi tra i due candidati, l’ultimo sarà venerdì 23 ottobre, dove qualcuno ha disturbato e “piraçado” l’avversario, con poco rispetto e in forma disgustosa. In questo quadro politico, mi sento molto a disagio e nello stesso tempo molto preoccupato per quello che potrebbe succedere se la destra andasse al potere, sia per quello che sta proponendo, sia per il rischio concreto di perdita di libertà di espressione, di religione e di pensiero.

                                                                                                      C’è un reale pericolo di ritornare ad una “dittatura” che Bolsonaro chiama “democratica” ma che non ha niente a che fare con la democrazia, con la libertà, con la società civile, ma appoggia decisamente le classi alte senza preoccuparsi delle persone di bassa renda, quelli che vivono di sotto della soglia della povertà, coloro che vivono con il sostegno statale (Borsa familia), quelli che sono sfruttati dai vari “Comandos Vermelhos”(CV) che gestiscono e organizzano le favelas delle grandi città, e che in qualche maniera non sono liberi di scegliere, ma orientati da chi decide cosa fare (CV) e usati dai sistemi corrotti che ripassano denaro e compra di voti.

            Di fronte a questa situazione, vorrei collocare una immagine che mi sembra possa dare un idea di quello che sta succedendo in questo momento in Brasile; non so se vi ricordate, io ero giovane in quel tempo, ma era apparso un manifesto dove si cercava di immaginare il mondo in quell’epoca, e l’immagine era di un cocomero dove si diceva che tutti hanno la possibilità di magiare un poco di cocomero, ma in realtà c’era chi mangiava il buono e chi gli rimaneva solo la scorza.

                                    È la logica della Economia Liberale, dove si afferma che se aumentano le ricchezze, ne beneficiano sia chi le ha, ma anche a caduta, quelli che hanno meno, che sono delle classi basse. In altre parole, la destra propone una politica della Prosperità, una salute che sia sempre più tecnologica e a servizio dei facoltosi, dicendo però che, a caduta, ne usufruiranno anche i più poveri, ma non avverrà. È la realtà americana, che chi può si cura, gli altri no. Così per la scuola, l’accesso alle università, è sempre più ristretto. L’annunciare che cambierà la Costituzione del 1988, scritta dopo 25 anni di Dittatura Militare, per destabilizzare il sistema democratico e incentivare un potere assoluto; e poi mettere mano al Supremo Tribunale Federale, che è l’organo che è slegato dal potere politico e che ha condannato Jair Bolsonaro. Insomma, rischio di un nuovo potere assoluto.



            Dall’altra parte, certezza di una Democrazia che garantisce la sovranità del popolo, una più chiara proposta sociale, con attenzione alle classi più povere, l’assistenza sanitaria, anche se fa acqua da molte parti, però garantita a tutti, l’accesso all’istruzione, alle università, avvicinamento a chi sta passando difficoltà economiche, infrastrutture e ampliamenti di ospedali e strade, attenzione alla ecologia e la lotta contro l’abbattimento delle foreste.

            Questi i pensieri prima delle votazioni, ma quello che mi aiutò di più ad essere tranquillo e pensare ad una “virada” (un ribaltamento) sono state alcune cose che ho letto in questi giorni da persone cristiane che hanno indicato alcune cose che sono avvenute e accompagnato il periodo tra il primo turno e il secondo, e che voglio condividere con voi.

            Voglio passare a voi una riflessione che un teologo brasiliano domenicano,  ha fatto dopo il 25 ottobre:



La vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva rappresenta la sconfitta di un progetto autoritario e il ripristino della democrazia in Brasile, secondo le analisi pubblicate dallo scrittore e teologo Frei Betto. Commentando lo storico risultato elettorale che ha sancito il quarto mandato del presidente, lo storico esponente della Teologia della Liberazione ha espresso profonda emozione per il traguardo dell'amico di lunga data. 

L'analisi di Frei Betto si articola su tre punti cardine, combinando soddisfazione per la vittoria e pragma-tismo critico per il futuro:

1. La sconfitta dell'autoritarismo e la sfida del "bolsonarismo"

  • Punto di svolta: Frei Betto descrive l'elezione come un momento di inflessione storica che riafferma l'impegno del Brasile verso la giustizia sociale.
  • Vigilanza costante: Pur sottolineando l'importanza di aver battuto il progetto dell'estrema destra nelle urne, il frate domenicano avverte che è cruciale distinguere la sconfitta elettorale dei leader conservatori dalla fine del "bolsonarismo". Quest'ultimo rimane una forza politica influente che richiede costante attenzione e mobilitazione da parte delle forze democratiche. [1, 2]

2. Politica interna: l'urgenza dell'educazione popolare

  • Formazione della coscienza critica: Frei Betto lancia un chiaro monito al Partito dei Lavoratori (PT) e al nuovo governo. Sostiene fermamente che non basta mantenere o ampliare i programmi di assistenza sociale se questi non vengono accompagnati da percorsi di formazione politica e capacità professionale (applicando il metodo di Paulo Freire).
  • Il rischio dell'assistenzialismo: Senza una pedagogia capace di creare coscienza critica, la spesa sociale rischia di "diventare semplice carità" anziché uno strumento di vera emancipazione.
  • Presenza digitale: Ha evidenziato come la sinistra sia riuscita a vincere contrastando l'efficacia della destra sulle reti digitali, ma insiste sulla necessità di un investimento continuo e professionale sul web. 

3. Scenari internazionali e sovranità

  • Protagonismo globale: Sul piano estero, Frei Betto valuta la vittoria di Lula come l'opportunità per il Brasile di riconquistare un ruolo centrale e sovrano nell'arena internazionale.
  • Integrazione regionale: Il nuovo mandato permetterà di rilanciare la cooperazione nel blocco del Sud del mondo (attraverso BRICS e Mercosul) e di favorire l'integrazione dell'America Latina. 

"Non sarà Lula a scegliere il suo successore, questo è un processo sociale", ha concluso il teologo, ricordando che il futuro politico del paese dipenderà dalla capacità della base e dei movimenti popolari di rimanere attivi e organizzati, andando oltre la sola figura carismatica del presidente. 

            L’altra cosa che há colpito, è che da tempo non si vedeva in Brasile, la presenza dei giovani che sono tornati in piazza! Un fenomeno che si ripete in Portogallo, Spagna, Francia e Belgio. I partiti progressisti sono ora chiamati a dare coerenza politica a questa ondata giovanile. Non possono ripetere l'errore del 2013, quando i giovani scesero in piazza per protestare contro l'aumento delle tariffe degli autobus. Nessun settore progressista seppe incanalare politicamente quelle manifestazioni che, manipolate dalla destra, portarono all'impeachment di Dilma.

            La vittoria di Lula ha un impatto immediato sulla geopolitica regionale. In un continente che sta assistendo a una nuova ondata di governi di destra, (si salvano solo il Brasile, l’Uruguay e Messico)  il Brasile si consolida come contrappeso e freno ai progetti allineati con Washington. La leadership brasiliana è fondamentale per riattivare l'integrazione regionale del Mercato Comune del Sud (Mercosur), rafforzare la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) e indebolire il blocco della Casa Bianca contro Cuba. Nello scenario globale, il Brasile riacquista un protagonismo perduto.

 

Dietrich Bonhoeffer

            Concludo com uma frese di Dietrich Bonhoeffer che dal campo di concentramento dove era internato scrisse: “La stupidità umana è più pericolosa della malvagità. Contro il male si può sempre protestare. Il male può essere smascherato. Può essere rivelato. (...) Ma con la stupidità è diverso. Non c'è modo di difendersi dalla stupidità. Le proteste sono inutili. Nessun ragionamento può convincere una persona stupida. Scelgono i propri pregiudizi e, per quanti fatti vengano presentati, non si lasceranno convincere”.

            A coloro che scelgono la stupidità del pregiudizio, invece della fiducia dell'amore, torniamo alle parole di Gesù ai suoi avversari: “Molti verranno da oriente e da occidente e siederanno a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre quelli che si credono figli del regno saranno lasciati fuori” (Mt 8,11-12).

mercoledì 14 ottobre 2026

Ritorno alla realtá Brasiliana

 


Levanta-te e Anda, 24 setembro 2026

don Luigi Gibellini

 

            Sono rientrato dall’Italia domenica 20 settembre, dopo avere partecipato al Capitolo dei Fratelli della Carità, momento ricco, momento di forte fraternità, di ascolto reciproco, di entusiasmo, soprattutto da parte dei fratelli Malgasci, e di novità, di piccoli cambiamenti che hanno però segnato il nostro cammino che ci ha riportato alle nostre radici, quello che siamo e da dove veniamo, prima che essere diversi per le vocazioni ricevute, cioè tutti fratelli; l’identità del fratello ha ripreso il suo giusto posto e lo si è visto concretamente nella scelta del Fratello Maggiore, nella persona di frate Marco; mi sembra di potere dire che lo Spirito Santo ha fatto la sua parte e che noi l’abbiamo lasciato lavorare e l’abbiamo saputo ascoltare. Ho goduto di questo tempo, ho ringraziato il Signore per questo momento di fraternità; anche la messa conclusiva mi è sembrata una bella manifestazione della nostra famiglia, nelle diversità e nella bellezza delle diverse vocazioni; una bella sinfonia di strumenti diversi ma che riescono a formare una bella armonia si suoni e di voci. Vorrei ringraziare anche dei nuovi volti posti alla guida della nostra famiglia, una bella mistura di doni e di cammini, che il Signore accompagni il loro cammino e possa illuminare ognuno per il bene di tutti.

            Poi il ritornare alla realtà brasiliana, alla vita di casa, all’incontro con gli ospiti e le sorelle, all’immergersi di nuovo nella pastorale parrocchiale e al riprendere il passo nell’incontro con le persone lasciate poco tempo fa.  E dentro tutto questo anche i cambiamenti richiesti dal vescovo Estevam, cioè lasciare la parrocchia di Macajuba e dare più tempo a Ruy Barbosa con annessa la realtà del Santuario diocesano di Alagoas; e poi la proposta del vescovo di dare più tempo, nel prossimo anno, alla visita delle parrocchie, concordando con i parroci e incontrando, insieme con le sorelle, i vari gruppi parrocchiali per parlare della Casa per tentare di suscitare nei laici, il desiderio di conoscere, di visitare e di servire il Cristo, che si presenta concretamente  nella vita degli ospiti. Vedremo come impostare questo lavoro e come entrare in contatto con le varie parrocchie.  

Festa di S. Lucia in Macajuba e processione.

 

            Mi spiace un poco, dovere lasciare Macajuba, perché ho ricevuto molto da quella parrocchia e anche tessuto varie amicizie e relazioni con le persone delle varie comunità della campagna e della città; direi che l’esperienza in quella realtà mi ha arricchito e mi ha animato, senza però dimenticarsi anche delle difficoltà incontrate e le fatiche fatte, ma con certezza quello che ho acquisito e imparato è ben maggiore dei limiti che ho trovato.

 

Il diacono Genival

            Mi mancherà molto la persona del diacono Genival e delle sue attenzioni per me, per il frigorifero sempre pieno di roba, con salame, formaggio e coca cola, per l’abbondanza della tavola, sempre piena di una quantità di cibo che mi ricorda l’immagine del banchetto messianico, di questa ultima domenica (11/10) dove si diceva: “preparerò su questo monte un banchetto per tutti i popoli, con cibi succulenti e vini raffinati…” (Is. 25,6ss), e anche delle belle chiacchierate a livello di pastorale parrocchiale, di progetti di nuove comunità, di politica, adesso più che mai viva,  e che preoccupa. 

Poi la presenza delle suore Francescane de Allegany, comunità religiosa presente da 40 anni in Macajuba e che animano e lavorano molto con le comunità e con i laici. Una presenza preziosa e forte che marca il cammino della parrocchia e delle varie realtà pastorali. E’ sempre bello quando si passa nella loro casa, molto accoglienti e capaci di animare e stimolare il laicato; mi ricordano molto l’esperienza fatta negli anni precedenti, in Nova Redenção e in Wagner, dove la presenza delle consacrate era molto apprezzata e molto preziosa, al di là del grande lavoro pastorale che facevano. In questi giorni, sto tentando di dare  tempo per visitare le varie comunità, prima di dicembre, incontrando le tante persone che hanno fatto parte di questi 3 anni di lavoro e di presenza in quella parrocchia, ed è sempre bello e commovente allo stesso tempo, vedere nei volti, un pezzo di storia, di vita, di condivisione, di momenti belli, ma anche di momenti di sofferenza e di dolore; sono cose che si mescolano sempre, dando colore alla bellezza della vita.

            Mi ricordo di alcuni anniversari di matrimonio di persone anziane, come Joabe e Maria, con i loro 60 anni di matrimonio, o do Sr. João che nel mese di settembre ha completato 100 anni, insieme ai suoi 8 figli e una immensa schiera di nipoti e pronipoti, e questo mi ha fatto saldare il mio cuore e, pieno di gratitudine, mi hanno fatto gioire e rallegrare. Sono i piccoli segni che fanno diventare grandi le cose della vita.

            Poi è arrivato il tempo delle elezioni del Governo Brasiliano, la scelta del Presidente, e in seguito dei senatori, deputati e governatori dei vari Stati che compongono la nazione brasiliana. Domenica 4 ottobre, quasi 120 milioni di brasiliani si sono recati alle urne per votare e per scegliere chi nei prossimi 4 anni guiderà la nazione. Guardando da fuori, mi sembra che la situazione politica brasiliana è molto complicata, perché come succede in America, il Presidente ha molto potere, può definire e cambiare molte cose, e può, come succede in altri paesi (USA), abusare del suo potere, per i propri interessi, per escludere chi non pensa come te, di avvantaggiare chi appoggia la tua linea politica, e anche perseguitare chi si oppone a certe scelte, che alzano alcuni e danneggiano altri, soprattutto le classi basse. Il pericolo di un nuovo tempo di “dittatura” non è poi molto lontano, se la destra riesce a vincere, tenuto conto che il Partito Liberale (PL) quello di Bolsonaro, ha già la maggioranza al Senato e alla Camera. Si parla di cambiare la Costituzione del 1988, per Democratizzare il paese, di togliere il potere al Supremo Tribunale Federale, l’organo che, come la Magistratura in Italia, non dipende direttamente dal potere politico, di eliminare le spese pubbliche a servizio di chi ha un basso reddito (Bolsa Famiglia), di ridurre le spese per la scuola e per la salute, lasciare libero il mercato per lo sfruttamento delle aree forestali, e una delle cose che ha lanciato la destra, a livello religioso, di togliere la festa di Nossa Senhora Aparecida, come patrona del Brasile. Si passa, in area religiosa, da una Teologia che Libera (non accolta dai Movimenti Carismatici e da un nuovo stile di chiesa molto tradizionale) alla Teologia del Dominio, usando così l’aspetto religioso, come un modo di dominio e di potere (Chiesa a braccetto col Potere).

            E la Chiesa cosa dice di fronte a questo scenario Politico come si posiziona? Che orientamenti dà ai cristiani? Ecco alcuni punti chiave:

  • Neutralità partitica: La CNBB ha ribadito con forza che la Chiesa Cattolica non sostiene alcun partito politico né indica candidati specifici.
  • Appello contro l'astensionismo: I vescovi hanno lanciato un invito diretto ai cattolici affinché si rechino alle urne, sottolineando che non esercitare il diritto di voto non rappresenta mai la scelta migliore per il Paese.
  • Criteri per il voto consapevole: Viene consigliato agli elettori di andare oltre le semplici promesse elettorali, analizzando attentamente la storia personale, il passato dei candidati, le loro proposte concrete e la loro coerenza con l'etica e la dignità umana.
  • Rifiuto dell'uso politico della religione: L'ente ha espresso forte preoccupazione per l'uso strumentale delle chiese e dei simboli religiosi all'interno delle campagne elettorali, condannando lo sfruttamento della fede per promuovere specifiche candidature o ideologie.
  • Allarmi sociali e democratici: Nella sua nota, la conferenza episcopale ha messo in guardia i cittadini contro i rischi legati alla diffusione di fake news e disinformazione, oltre a denunciare piaghe storiche come la corruzione, il voto di scambio, l'abuso di potere e l'uso indebito di risorse pubbliche.

Queste le indicazioni, le raccomandazioni, ma in verità mi sembra che la logica del popolo sia quella di un voto legato alle tradizioni politiche opportuniste, o personali, cioè che ne ricavo direttamente io se voto questo o quello; succede molto di più a livello municipale, dove si cerca il maggior vantaggio personale o della famiglia. Ripeto, sono molto preoccupato, anche perché, come già è successo nel passato, l’America Latina, in parte lo è già, può ridiventare il giardino degli Stati Uniti. Ma non dobbiamo neanche dimenticare, che ascoltando la gente, e i nostri cristiani, ci sia una bella divisione, a livello di popolo e a livello ecclesiale, cioè cattolici, preti, vescovi e movimenti ben schierati… quando domandarono a Gesù se era lecito pagare le tasse a Cesare, lui rispose:“ Date a Cesare quello che è di Cesare, e date a Dio quello che è di Dio”, per dividere i due poteri, ma attenzione a non ricadere in un imperialismo che toglie la libertà di espressione e di parola.

 

giovedì 27 agosto 2026

VISITE ALLA CASA DI CARITA' DI RUY BARBOSA

 



Projeto Levanta-te e Anda, 26/08/26

 

  Ciao a tutti,

sta finendo il mese di agosto, mese vocazionale, dove la chiesa brasiliana ha riflettuto durante il mese, su tutte la vocazioni, cominciando dalla vocazione sacerdotale (1° domenica) poi la vocazione alla vita consacrata (2° domenica) poi la vocazione familiare (3° domenica) e infine la vocazione laicale, quella che sostiene la vita della comunità, nei suoi vari aspetti e responsabilità; senza la presenza dei laici, ed in modo particolare delle LAICHE, le comunità incontrerebbero grandi difficoltà per camminare, per celebrare, per impegnarsi nell’evangelizzazione e nella carità, e non da ultimo, nell’impegno sociale e politico.

  E’ stato anche il mese di varie presenze che son passate dalla Casa e dove abbiamo avuto la possibilità e la gioia di accogliere diverse persone; le campiste del CMD, Giada, Sara, Chiara e Gloria, che sono arrivate alla fine del mese di luglio e ripartite l’11 di agosto,  i due amici della Casa della Carità di San Giuseppe, Francesco e Aruna, arrivati all’inizio di agosto e ripartiti ieri (25/08) l’arrivo dei novizi Gesuiti, Alan, Caio e Manuel, domenica 16 agosto e che staranno con noi fino in settembre, i due gruppi di Bologna accompagnati da don Claudio Casiello, già missionario in Salvador per alcuni anni, Gleide, volontaria fedele e attenta alla Casa, che si fermerà fino agli inizi di settembre, e di altri volontari brasiliani che si sono dati un tempo per aiutare e sostenere il cammino della Casa in questa fase dove le suore, Annamaria e Alessandra, sono partite per partecipare del Capitolo delle sorelle e del Capitolo Generale della nostra famiglia. Di tutto questo, rendiamo grazie a Dio per la ricchezza di questi incontri e di questi scambi di chiese, che ci permettono sempre di avere uno sguardo ampio e non ristretto, del nostro essere chiesa in cammino in questa terra brasiliana.

  Abbiamo avuto anche un incontro con don Marco, direttore del CMD, che ha accompagnato i campisti in terra baiana e in terra amazzonica, alla fine del mese di luglio, con quelli che abitano in Ruy Barbosa e le persone che stavano visitando la missione in Bahia; momento di scambio, di condivisione e di allegria, e di tante parole in italiano, da sovrastare la lingua portoghese che era in quella giornata in minoranza…cosa che ha rallegrato il cuore di Enzo Bertagni, che si emoziona quando ci si incontra come missionari reggiani ancora presenti in Bahia.

  In Casa, dentro tutto questo via e vai di persone, mi sembra di potere dire che le cose stanno camminando con tranquillità e serenità, a volte con alcune tensioni, ma con molta responsabilità da parte di tutti; credo che questo tempo possa essere anche un tempo di verifica, di prova,  sul come la Casa possa camminare un poco più con le sue gambe, anche se continua una presenza stabile di persone che quando torneranno sr. Alessandra e Annamaria, spariranno, e il corso della vita di Casa riprenderà il suo alvo normale. Ma, siamo in cammino…

  Il mese di agosto si conclude con l’ordinazione diaconale di due sposi della parrocchia di Nossa Senhora do Carmo in Wagner, Jurassy e Diego. Diego è stato uno dei ragazzi che ha partecipato del Progetto Nova Vida, un progetto che si è sempre occupato dei bimbi e adolescenti della città di Wagner, poi è diventato educatore all’interno del Progetto, e poi con Nene ha formato una famiglia, con 3 figli, poi si è formato all’Università e attualmente insegna, e dentro tutto questo percorso ha cominciato l’itinerario diaconale, come servizio all’interno della parrocchia dove abita; tanta cosa, e in questa camminata ho avuto il privilegio di potere percorrere una parte della storia di questa famiglia, in modo particolare per quello che è stato uno dei momenti importanti del cammino, cioè il giorno del loro matrimonio, celebrato nella parrocchia di Wagner. Domenica, un altro passo, un altro impegno, un’altra tappa per lui e per tutta la sua famiglia, a servizio della Chiesa e a servizio, nella Chiesa, dei più poveri e esclusi.

  Aggiungo qui alcune cose scritte un po' di tempo fa sulla mia esperienza legata al Progetto Nova Vida, dove appunto ho conosciuto Diego e tanti ragazzi e educatori: “Una cosa che ho cercato di fare quando sono arrivato a Wagner, è stato il rendermi conto di come era la parrocchia, con le sue comunità della città e della zona rurale e di cosa c’era a livello sociale, e con certezza la presenza del Progetto Nova Vida segnava molto questo aspetto. Il conoscere il Progetto mi ha aiutato ad entrare dentro a diverse situazioni familiari, la vicinanza con i ragazzi che frequentavano il progetto mi aiutava anche ad apprendere la lingua portoghese, ma quello che con certezza mi dava più allegria era il vedere come all’interno di questo spazio territoriale si creassero delle dinamiche e delle relazioni che facevano crescere le persone.

  Poi il contatto con gli educatori e coloro che conducevano il Progetto mi ha aiutato a vedere come l’impegno serio e forte loro, cambiasse il modo di vedere e pensare dei ragazzi che frequentavano Nova Vida; e ancora, vedere come alcuni dei ragazzi che parteciparono del Progetto sono diventati educatori e responsabili del Progetto stesso. Una bella trasformazione e un bel frutto di un lavoro che a volte sembrava non desse nessun risultato.

  Non sono mancati anche dei momenti difficili, nei quali abbiamo dovuto affrontare delle situazioni complicate, a livello di relazioni e anche a livello strutturali, o di cambiamenti di personale o di scelte che erano necessarie da fare, ma tutto con serietà e maturità.

  Mi ricordo anche delle conquiste che sono state fatte lungo il percorso, come il riconoscimento a livello Municipale di Utilità Pubblica, e così anche a livello Statale (della Bahia) e di quanto questo sia stato utile per essere riconosciuti come un Progetto valido e attento alle situazioni dei bimbi e dei ragazzi di Wagner; il rapporto con il Municipio, di ascolto e di rispetto, ci ha portato ad acquisire anche la parte dello stabile che era di proprietà del Municipio, per potere avere una struttura che appartenesse alla Associazione ACCANOV. Mi ricordo anche di alcune volte che siamo stati alla Camera dei Consiglieri Comunali per spiegare ciò che si stava facendo nel Progetto e per ‘rivendicare’ quello che il Municipio stesso aveva dichiarato sull’importanza di quel luogo; sempre ascoltati e ringraziati, ma infelicemente non sempre arrivavano delle azioni concrete per aiutare il Progetto. Ma questo non ha mai influenzato negativamente sul cammino, ha sempre incentivato a non mollare e andare avanti.

    Concludendo, vorrei dire che per me il Progetto è stato, ed è, un luogo dove ho imparato a stare con i ragazzi, ho appreso quanto è necessario spendere tempo per dare possibilità educative alle nuove generazioni, e quanto tutto questo costruisce relazioni e rapporti che fanno crescere”.

  Domani, con Agdo e ir. Isabela, dentro la scelta di fare 2 giorni alla settimana fuori dalla Casa, andremo a visitare il monastero delle carmelitane di Bomfim, e poi mi preparerò per viaggiare per l’Italia, martedì prossimo, per partecipare del Capitolo dei Fratelli della Carità. Un saluto a tutti, un buon rientro dalle ferie, per chi ha avuto l’opportunità di farle, e speriamo che il caldo diminuisca. Atè breve, pe. Luis, irmão da Caridade e vosso irmão.