mercoledì 14 ottobre 2026

Ritorno alla realtá Brasiliana

 


Levanta-te e Anda, 24 setembro 2026

don Luigi Gibellini

 

            Sono rientrato dall’Italia domenica 20 settembre, dopo avere partecipato al Capitolo dei Fratelli della Carità, momento ricco, momento di forte fraternità, di ascolto reciproco, di entusiasmo, soprattutto da parte dei fratelli Malgasci, e di novità, di piccoli cambiamenti che hanno però segnato il nostro cammino che ci ha riportato alle nostre radici, quello che siamo e da dove veniamo, prima che essere diversi per le vocazioni ricevute, cioè tutti fratelli; l’identità del fratello ha ripreso il suo giusto posto e lo si è visto concretamente nella scelta del Fratello Maggiore, nella persona di frate Marco; mi sembra di potere dire che lo Spirito Santo ha fatto la sua parte e che noi l’abbiamo lasciato lavorare e l’abbiamo saputo ascoltare. Ho goduto di questo tempo, ho ringraziato il Signore per questo momento di fraternità; anche la messa conclusiva mi è sembrata una bella manifestazione della nostra famiglia, nelle diversità e nella bellezza delle diverse vocazioni; una bella sinfonia di strumenti diversi ma che riescono a formare una bella armonia si suoni e di voci. Vorrei ringraziare anche dei nuovi volti posti alla guida della nostra famiglia, una bella mistura di doni e di cammini, che il Signore accompagni il loro cammino e possa illuminare ognuno per il bene di tutti.

            Poi il ritornare alla realtà brasiliana, alla vita di casa, all’incontro con gli ospiti e le sorelle, all’immergersi di nuovo nella pastorale parrocchiale e al riprendere il passo nell’incontro con le persone lasciate poco tempo fa.  E dentro tutto questo anche i cambiamenti richiesti dal vescovo Estevam, cioè lasciare la parrocchia di Macajuba e dare più tempo a Ruy Barbosa con annessa la realtà del Santuario diocesano di Alagoas; e poi la proposta del vescovo di dare più tempo, nel prossimo anno, alla visita delle parrocchie, concordando con i parroci e incontrando, insieme con le sorelle, i vari gruppi parrocchiali per parlare della Casa per tentare di suscitare nei laici, il desiderio di conoscere, di visitare e di servire il Cristo, che si presenta concretamente  nella vita degli ospiti. Vedremo come impostare questo lavoro e come entrare in contatto con le varie parrocchie.  

Festa di S. Lucia in Macajuba e processione.

 

            Mi spiace un poco, dovere lasciare Macajuba, perché ho ricevuto molto da quella parrocchia e anche tessuto varie amicizie e relazioni con le persone delle varie comunità della campagna e della città; direi che l’esperienza in quella realtà mi ha arricchito e mi ha animato, senza però dimenticarsi anche delle difficoltà incontrate e le fatiche fatte, ma con certezza quello che ho acquisito e imparato è ben maggiore dei limiti che ho trovato.

 

Il diacono Genival

            Mi mancherà molto la persona del diacono Genival e delle sue attenzioni per me, per il frigorifero sempre pieno di roba, con salame, formaggio e coca cola, per l’abbondanza della tavola, sempre piena di una quantità di cibo che mi ricorda l’immagine del banchetto messianico, di questa ultima domenica (11/10) dove si diceva: “preparerò su questo monte un banchetto per tutti i popoli, con cibi succulenti e vini raffinati…” (Is. 25,6ss), e anche delle belle chiacchierate a livello di pastorale parrocchiale, di progetti di nuove comunità, di politica, adesso più che mai viva,  e che preoccupa. 

Poi la presenza delle suore Francescane de Allegany, comunità religiosa presente da 40 anni in Macajuba e che animano e lavorano molto con le comunità e con i laici. Una presenza preziosa e forte che marca il cammino della parrocchia e delle varie realtà pastorali. E’ sempre bello quando si passa nella loro casa, molto accoglienti e capaci di animare e stimolare il laicato; mi ricordano molto l’esperienza fatta negli anni precedenti, in Nova Redenção e in Wagner, dove la presenza delle consacrate era molto apprezzata e molto preziosa, al di là del grande lavoro pastorale che facevano. In questi giorni, sto tentando di dare  tempo per visitare le varie comunità, prima di dicembre, incontrando le tante persone che hanno fatto parte di questi 3 anni di lavoro e di presenza in quella parrocchia, ed è sempre bello e commovente allo stesso tempo, vedere nei volti, un pezzo di storia, di vita, di condivisione, di momenti belli, ma anche di momenti di sofferenza e di dolore; sono cose che si mescolano sempre, dando colore alla bellezza della vita.

            Mi ricordo di alcuni anniversari di matrimonio di persone anziane, come Joabe e Maria, con i loro 60 anni di matrimonio, o do Sr. João che nel mese di settembre ha completato 100 anni, insieme ai suoi 8 figli e una immensa schiera di nipoti e pronipoti, e questo mi ha fatto saldare il mio cuore e, pieno di gratitudine, mi hanno fatto gioire e rallegrare. Sono i piccoli segni che fanno diventare grandi le cose della vita.

            Poi è arrivato il tempo delle elezioni del Governo Brasiliano, la scelta del Presidente, e in seguito dei senatori, deputati e governatori dei vari Stati che compongono la nazione brasiliana. Domenica 4 ottobre, quasi 120 milioni di brasiliani si sono recati alle urne per votare e per scegliere chi nei prossimi 4 anni guiderà la nazione. Guardando da fuori, mi sembra che la situazione politica brasiliana è molto complicata, perché come succede in America, il Presidente ha molto potere, può definire e cambiare molte cose, e può, come succede in altri paesi (USA), abusare del suo potere, per i propri interessi, per escludere chi non pensa come te, di avvantaggiare chi appoggia la tua linea politica, e anche perseguitare chi si oppone a certe scelte, che alzano alcuni e danneggiano altri, soprattutto le classi basse. Il pericolo di un nuovo tempo di “dittatura” non è poi molto lontano, se la destra riesce a vincere, tenuto conto che il Partito Liberale (PL) quello di Bolsonaro, ha già la maggioranza al Senato e alla Camera. Si parla di cambiare la Costituzione del 1988, per Democratizzare il paese, di togliere il potere al Supremo Tribunale Federale, l’organo che, come la Magistratura in Italia, non dipende direttamente dal potere politico, di eliminare le spese pubbliche a servizio di chi ha un basso reddito (Bolsa Famiglia), di ridurre le spese per la scuola e per la salute, lasciare libero il mercato per lo sfruttamento delle aree forestali, e una delle cose che ha lanciato la destra, a livello religioso, di togliere la festa di Nossa Senhora Aparecida, come patrona del Brasile. Si passa, in area religiosa, da una Teologia che Libera (non accolta dai Movimenti Carismatici e da un nuovo stile di chiesa molto tradizionale) alla Teologia del Dominio, usando così l’aspetto religioso, come un modo di dominio e di potere (Chiesa a braccetto col Potere).

            E la Chiesa cosa dice di fronte a questo scenario Politico come si posiziona? Che orientamenti dà ai cristiani? Ecco alcuni punti chiave:

  • Neutralità partitica: La CNBB ha ribadito con forza che la Chiesa Cattolica non sostiene alcun partito politico né indica candidati specifici.
  • Appello contro l'astensionismo: I vescovi hanno lanciato un invito diretto ai cattolici affinché si rechino alle urne, sottolineando che non esercitare il diritto di voto non rappresenta mai la scelta migliore per il Paese.
  • Criteri per il voto consapevole: Viene consigliato agli elettori di andare oltre le semplici promesse elettorali, analizzando attentamente la storia personale, il passato dei candidati, le loro proposte concrete e la loro coerenza con l'etica e la dignità umana.
  • Rifiuto dell'uso politico della religione: L'ente ha espresso forte preoccupazione per l'uso strumentale delle chiese e dei simboli religiosi all'interno delle campagne elettorali, condannando lo sfruttamento della fede per promuovere specifiche candidature o ideologie.
  • Allarmi sociali e democratici: Nella sua nota, la conferenza episcopale ha messo in guardia i cittadini contro i rischi legati alla diffusione di fake news e disinformazione, oltre a denunciare piaghe storiche come la corruzione, il voto di scambio, l'abuso di potere e l'uso indebito di risorse pubbliche.

Queste le indicazioni, le raccomandazioni, ma in verità mi sembra che la logica del popolo sia quella di un voto legato alle tradizioni politiche opportuniste, o personali, cioè che ne ricavo direttamente io se voto questo o quello; succede molto di più a livello municipale, dove si cerca il maggior vantaggio personale o della famiglia. Ripeto, sono molto preoccupato, anche perché, come già è successo nel passato, l’America Latina, in parte lo è già, può ridiventare il giardino degli Stati Uniti. Ma non dobbiamo neanche dimenticare, che ascoltando la gente, e i nostri cristiani, ci sia una bella divisione, a livello di popolo e a livello ecclesiale, cioè cattolici, preti, vescovi e movimenti ben schierati… quando domandarono a Gesù se era lecito pagare le tasse a Cesare, lui rispose:“ Date a Cesare quello che è di Cesare, e date a Dio quello che è di Dio”, per dividere i due poteri, ma attenzione a non ricadere in un imperialismo che toglie la libertà di espressione e di parola.

 

giovedì 27 agosto 2026

VISITE ALLA CASA DI CARITA' DI RUY BARBOSA

 



Projeto Levanta-te e Anda, 26/08/26

 

  Ciao a tutti,

sta finendo il mese di agosto, mese vocazionale, dove la chiesa brasiliana ha riflettuto durante il mese, su tutte la vocazioni, cominciando dalla vocazione sacerdotale (1° domenica) poi la vocazione alla vita consacrata (2° domenica) poi la vocazione familiare (3° domenica) e infine la vocazione laicale, quella che sostiene la vita della comunità, nei suoi vari aspetti e responsabilità; senza la presenza dei laici, ed in modo particolare delle LAICHE, le comunità incontrerebbero grandi difficoltà per camminare, per celebrare, per impegnarsi nell’evangelizzazione e nella carità, e non da ultimo, nell’impegno sociale e politico.

  E’ stato anche il mese di varie presenze che son passate dalla Casa e dove abbiamo avuto la possibilità e la gioia di accogliere diverse persone; le campiste del CMD, Giada, Sara, Chiara e Gloria, che sono arrivate alla fine del mese di luglio e ripartite l’11 di agosto,  i due amici della Casa della Carità di San Giuseppe, Francesco e Aruna, arrivati all’inizio di agosto e ripartiti ieri (25/08) l’arrivo dei novizi Gesuiti, Alan, Caio e Manuel, domenica 16 agosto e che staranno con noi fino in settembre, i due gruppi di Bologna accompagnati da don Claudio Casiello, già missionario in Salvador per alcuni anni, Gleide, volontaria fedele e attenta alla Casa, che si fermerà fino agli inizi di settembre, e di altri volontari brasiliani che si sono dati un tempo per aiutare e sostenere il cammino della Casa in questa fase dove le suore, Annamaria e Alessandra, sono partite per partecipare del Capitolo delle sorelle e del Capitolo Generale della nostra famiglia. Di tutto questo, rendiamo grazie a Dio per la ricchezza di questi incontri e di questi scambi di chiese, che ci permettono sempre di avere uno sguardo ampio e non ristretto, del nostro essere chiesa in cammino in questa terra brasiliana.

  Abbiamo avuto anche un incontro con don Marco, direttore del CMD, che ha accompagnato i campisti in terra baiana e in terra amazzonica, alla fine del mese di luglio, con quelli che abitano in Ruy Barbosa e le persone che stavano visitando la missione in Bahia; momento di scambio, di condivisione e di allegria, e di tante parole in italiano, da sovrastare la lingua portoghese che era in quella giornata in minoranza…cosa che ha rallegrato il cuore di Enzo Bertagni, che si emoziona quando ci si incontra come missionari reggiani ancora presenti in Bahia.

  In Casa, dentro tutto questo via e vai di persone, mi sembra di potere dire che le cose stanno camminando con tranquillità e serenità, a volte con alcune tensioni, ma con molta responsabilità da parte di tutti; credo che questo tempo possa essere anche un tempo di verifica, di prova,  sul come la Casa possa camminare un poco più con le sue gambe, anche se continua una presenza stabile di persone che quando torneranno sr. Alessandra e Annamaria, spariranno, e il corso della vita di Casa riprenderà il suo alvo normale. Ma, siamo in cammino…

  Il mese di agosto si conclude con l’ordinazione diaconale di due sposi della parrocchia di Nossa Senhora do Carmo in Wagner, Jurassy e Diego. Diego è stato uno dei ragazzi che ha partecipato del Progetto Nova Vida, un progetto che si è sempre occupato dei bimbi e adolescenti della città di Wagner, poi è diventato educatore all’interno del Progetto, e poi con Nene ha formato una famiglia, con 3 figli, poi si è formato all’Università e attualmente insegna, e dentro tutto questo percorso ha cominciato l’itinerario diaconale, come servizio all’interno della parrocchia dove abita; tanta cosa, e in questa camminata ho avuto il privilegio di potere percorrere una parte della storia di questa famiglia, in modo particolare per quello che è stato uno dei momenti importanti del cammino, cioè il giorno del loro matrimonio, celebrato nella parrocchia di Wagner. Domenica, un altro passo, un altro impegno, un’altra tappa per lui e per tutta la sua famiglia, a servizio della Chiesa e a servizio, nella Chiesa, dei più poveri e esclusi.

  Aggiungo qui alcune cose scritte un po' di tempo fa sulla mia esperienza legata al Progetto Nova Vida, dove appunto ho conosciuto Diego e tanti ragazzi e educatori: “Una cosa che ho cercato di fare quando sono arrivato a Wagner, è stato il rendermi conto di come era la parrocchia, con le sue comunità della città e della zona rurale e di cosa c’era a livello sociale, e con certezza la presenza del Progetto Nova Vida segnava molto questo aspetto. Il conoscere il Progetto mi ha aiutato ad entrare dentro a diverse situazioni familiari, la vicinanza con i ragazzi che frequentavano il progetto mi aiutava anche ad apprendere la lingua portoghese, ma quello che con certezza mi dava più allegria era il vedere come all’interno di questo spazio territoriale si creassero delle dinamiche e delle relazioni che facevano crescere le persone.

  Poi il contatto con gli educatori e coloro che conducevano il Progetto mi ha aiutato a vedere come l’impegno serio e forte loro, cambiasse il modo di vedere e pensare dei ragazzi che frequentavano Nova Vida; e ancora, vedere come alcuni dei ragazzi che parteciparono del Progetto sono diventati educatori e responsabili del Progetto stesso. Una bella trasformazione e un bel frutto di un lavoro che a volte sembrava non desse nessun risultato.

  Non sono mancati anche dei momenti difficili, nei quali abbiamo dovuto affrontare delle situazioni complicate, a livello di relazioni e anche a livello strutturali, o di cambiamenti di personale o di scelte che erano necessarie da fare, ma tutto con serietà e maturità.

  Mi ricordo anche delle conquiste che sono state fatte lungo il percorso, come il riconoscimento a livello Municipale di Utilità Pubblica, e così anche a livello Statale (della Bahia) e di quanto questo sia stato utile per essere riconosciuti come un Progetto valido e attento alle situazioni dei bimbi e dei ragazzi di Wagner; il rapporto con il Municipio, di ascolto e di rispetto, ci ha portato ad acquisire anche la parte dello stabile che era di proprietà del Municipio, per potere avere una struttura che appartenesse alla Associazione ACCANOV. Mi ricordo anche di alcune volte che siamo stati alla Camera dei Consiglieri Comunali per spiegare ciò che si stava facendo nel Progetto e per ‘rivendicare’ quello che il Municipio stesso aveva dichiarato sull’importanza di quel luogo; sempre ascoltati e ringraziati, ma infelicemente non sempre arrivavano delle azioni concrete per aiutare il Progetto. Ma questo non ha mai influenzato negativamente sul cammino, ha sempre incentivato a non mollare e andare avanti.

    Concludendo, vorrei dire che per me il Progetto è stato, ed è, un luogo dove ho imparato a stare con i ragazzi, ho appreso quanto è necessario spendere tempo per dare possibilità educative alle nuove generazioni, e quanto tutto questo costruisce relazioni e rapporti che fanno crescere”.

  Domani, con Agdo e ir. Isabela, dentro la scelta di fare 2 giorni alla settimana fuori dalla Casa, andremo a visitare il monastero delle carmelitane di Bomfim, e poi mi preparerò per viaggiare per l’Italia, martedì prossimo, per partecipare del Capitolo dei Fratelli della Carità. Un saluto a tutti, un buon rientro dalle ferie, per chi ha avuto l’opportunità di farle, e speriamo che il caldo diminuisca. Atè breve, pe. Luis, irmão da Caridade e vosso irmão. 

giovedì 2 luglio 2026

RUY BARBOSA TRA FESTE E DELITTI

 



Ruy Barbosa 2/07/26

Ciao a tutti,                                                                                                                                                        siamo finalmente alla fine delle feste junine, una mistura di tradizioni culturali e feste religiose, dei santi che si celebrano in questo periodo; qui a Ruy Barbosa abbiamo avuto la trezena di Santo Antonio, patrono della città e della Diocesi; momento forte per la parrocchia che si è data da fare per potere celebrare con entusiasmo e allegria questo festegio tradizionale e molto sentito dalla gente. Il tema di quest’anno era la Chiesa, nei suoi vari aspetti, sinodale, santa, cattolica, apostolica, è mancato solo l’aspetto dell’essere chiesa povera tra i poveri, ma è un particolare quasi irrilevante…kkk.  Durante la trezena, il giorno della Dedicazione della Cattedrale, il 10 di giugno, sono stati ordinati due diaconi, che probabilmente diventeranno sacerdoti alla fine dell’anno, João Pedro, di Boa Vista de Tupim e Willar di Mundo Novo, motivo di allegria per questa chiesa locale che sta sempre più evidenziando un volto nordestino, baiano e sertanejo. Anche nella Casa della Carità abbiamo avuto momenti di festa, in modo particolare per san Giovanni, dove come tante famiglie, abbiamo acceso la fogueira e fatto un churrasco insieme ad amici e ospiti.        

     Queste feste hanno animato e scaldato il cuore di tante persone, qui nel nordeste, con canti, balli, forrò, quadrilhe, liquor, fogueiras nelle strade e l’allegria per come sta andando la Seleção nel percorso della Coppa del Mondo di calcio. 


Oltre alle bandierine messe nelle strade, davanti alle case e nelle piazze, ci sono anche tanti segni che richiamano ai colori della bandiera brasiliana, alcune strade sono state colorate di verde-oro, anche i marciapiedi hanno assunto un colore verde-oro e durante le partite della Seleção, tutto si ferma, anche le celebrazioni sono spostate o soppresse per potere assistere alla partita. 




Per noi italiani, ancora una volta esclusi da questa competizione, l’unica soddisfazione è che l’allenatore del Brasile è Ancellotti, italiano e reggiano; fino a quando vince, tutto bene, ma se dovesse essere eliminato, allora questa soddisfazione si trasformerà in tragedia e chi dovrà assumersi la responsabilità di una eventuale sconfitta sarà proprio lui. Ma passiamo adesso ad un’altra cosa che è successa proprio l’altro ieri, nel bairro Boa Vista, dove si trova la Casa della Carità: ecco quanto è successo. Secondo quanto riferito dal portale “Ruy Barbosa Notícias”,

“Nella notte di martedì scorso (30/06/26), Wesley Alves dos Santos — noto a tutti come "Babidi" — è stato vittima di un agguato e ucciso a colpi d'arma da fuoco nel quartiere Manoel Antônio, vicino all'ingresso di Luiz de Véi, a Ruy Barbosa (periferia sud della città). Il crimine è stato compiuto da due uomini giunti a bordo di una motocicletta, i quali hanno aperto il fuoco. Wesley è stato trasportato d'urgenza all'ospedale locale, ma è deceduto a causa delle ferite riportate. La risposta delle forze dell'ordine è stata tempestiva. Nella mattinata di mercoledì (1/07), un'unità della CIPE Chapada (Compagnia Indipendente di Polizia Specializata, é una truppa di elite della Polizia Militare della Bahia), con il supporto della 2ª Compagnia dell'11º Battaglione della Polizia Militare (BPM), ha individuato due individui sospettati di essere direttamente coinvolti nell'omicidio di Wesley. Al loro arrivo sul posto, le squadre sono state accolte dal fuoco di tre individui. Secondo la polizia, i sospettati hanno opposto resistenza all'avvicinamento degli agenti, dando vita a un conflitto a fuoco. Durante lo scontro, i due uomini — successivamente identificati come Mateus e Alessandro detto "Boquinha" — sono stati colpiti da arma da fuoco; trasportati all'ospedale locale, sono poi deceduti. A seguito dell'intervento, gli agenti hanno sequestrato armi da fuoco, munizioni, ingenti quantità di sostanze riconducibili a cocaina e marijuana, nonché altro materiale collegato ad attività criminali. Tutto il materiale sequestrato è stato consegnato alla stazione di polizia territoriale di Ruy Barbosa per i provvedimenti di legge. 

Questo è il fatto, ma quello che sempre sorprende è che, al di là della colpevolezza o no, la Polizia ha il potere di intervenire e uccidere; saranno stati tre terribili delinquenti questi tre giovani? Avranno commesso dei reati gravi? Si, omicidio, (non provato che fossero stati loro) ma la Polizia non può usare questo metodo, cioè uccidere, simile a quello dei criminali. Ci si uccide per traffici di droga, per il traffico di persone, per mostrare la forza, ma non può essere lo stesso metodo che usa la Polizia. Dov’è la possibilità di un processo? Dov’è il tentativo di scoprire il motivo dell’agguato? Quali sono le condizioni che hanno spinto a fare questo? La polizia arriva, e uccide. Si dice nell’articolo che la Polizia è stata accolta dal fuoco dei tre individui; legittima difesa? Può essere, ma qui c’è un detto che dice così: “A mãe dá à luz uma criança, a avó cresce, a polícia a mata” (la mamma dà alla luce un figlio, la nonna lo cresce, la Polizia l’ammazza), duro, ma spesso è ciò che accade. E quello che mi stupisce sempre è che apparentemente si accetta questa situazione, si è quasi come rassegnati e impotenti, o, ancora peggio, indifferenti. Anche come chiesa non ci siamo mossi molto, stiamo a guardare, in silenzio e senza reazioni. Sono stato a benedire le salme, non c’era molta gente, ma sono rimasto sorpreso dal silenzio, dal modo come sono stati accompagnati al cimitero, senza nessun rumore, sussulto, una città muta. A volte mi sembra di essere in un film del Far West, dove lo sceriffo è il buono che risolve le situazioni con la rivoltella e il potere della stella, e gli altri sono i cattivi che devono essere eliminati per garantire la sicurezza della popolazione.

            Non voglio essere né giudice né colpevolizzare nessuno, ma questa situazione mi mette in forte confusione, mi destabilizza e mi fa pensare quanto siamo distanti dalla gente, quanto siamo fuori da situazioni che accadono molto vicino a noi; non che siamo noi a risolvere i problemi, ma mi chiedo: “quanto conosciamo la nostra nostra gente? Quanto riusciamo a capire e intendere quello che vivono?”. 

            Scusate lo sfogo, vi saluto e vorrei che, alla luce della Parola di Dio di questi giorni, possiamo combattere il male con il bene, praticare la giustizia e vivere in pace, facendo dei passi concreti di vicinanza, di incontro con chi spesso è dimenticato e sconosciuto. Um abraço fraterno, pe.Luis, irmão da Caridade e vosso irmão