Ruy Barbosa
2/07/26
Ciao a tutti, siamo finalmente alla fine delle
feste junine, una mistura di tradizioni culturali e feste religiose, dei santi
che si celebrano in questo periodo; qui a Ruy Barbosa abbiamo avuto la trezena
di Santo Antonio, patrono della città e della Diocesi; momento forte per la
parrocchia che si è data da fare per potere celebrare con entusiasmo e allegria
questo festegio tradizionale e molto sentito dalla gente. Il tema di quest’anno
era la Chiesa, nei suoi vari aspetti, sinodale, santa, cattolica, apostolica, è
mancato solo l’aspetto dell’essere chiesa povera tra i poveri, ma è un
particolare quasi irrilevante…kkk.
Durante la trezena, il giorno della Dedicazione della Cattedrale, il 10
di giugno, sono stati ordinati due diaconi, che probabilmente diventeranno
sacerdoti alla fine dell’anno, João Pedro, di Boa Vista de Tupim e Willar di
Mundo Novo, motivo di allegria per questa chiesa locale che sta sempre più
evidenziando un volto nordestino, baiano e sertanejo. Anche nella Casa della
Carità abbiamo avuto momenti di festa, in modo particolare per san Giovanni,
dove come tante famiglie, abbiamo acceso la fogueira e fatto un churrasco
insieme ad amici e ospiti.
Queste
feste hanno animato e scaldato il cuore di tante persone, qui nel nordeste, con
canti, balli, forrò, quadrilhe, liquor, fogueiras nelle strade e l’allegria per
come sta andando la Seleção nel percorso della Coppa del Mondo di calcio.
Per noi italiani, ancora una volta esclusi da
questa competizione, l’unica soddisfazione è che l’allenatore del Brasile è
Ancellotti, italiano e reggiano; fino a quando vince, tutto bene, ma se dovesse
essere eliminato, allora questa soddisfazione si trasformerà in tragedia e chi
dovrà assumersi la responsabilità di una eventuale sconfitta sarà proprio lui. Ma
passiamo adesso ad un’altra cosa che è successa proprio l’altro ieri, nel
bairro Boa Vista, dove si trova la Casa della Carità: ecco quanto è successo. Secondo quanto
riferito dal portale “Ruy Barbosa Notícias”,
“Nella notte di
martedì scorso (30/06/26), Wesley Alves dos Santos — noto a tutti come
"Babidi" — è stato vittima di un agguato e ucciso a colpi d'arma da
fuoco nel quartiere Manoel Antônio, vicino all'ingresso di Luiz de Véi, a Ruy
Barbosa (periferia sud della città). Il crimine è stato compiuto da due uomini
giunti a bordo di una motocicletta, i quali hanno aperto il fuoco. Wesley è
stato trasportato d'urgenza all'ospedale locale, ma è deceduto a causa delle
ferite riportate. La risposta delle forze dell'ordine è stata tempestiva. Nella
mattinata di mercoledì (1/07), un'unità della CIPE Chapada (Compagnia Indipendente di Polizia Specializata,
é una truppa di elite della Polizia Militare della Bahia),
con il supporto della 2ª Compagnia dell'11º Battaglione della Polizia Militare
(BPM), ha individuato due individui sospettati di essere direttamente coinvolti
nell'omicidio di Wesley. Al loro arrivo sul posto, le squadre sono state
accolte dal fuoco di tre individui. Secondo la polizia, i sospettati hanno
opposto resistenza all'avvicinamento degli agenti, dando vita a un conflitto a
fuoco. Durante lo scontro, i due uomini — successivamente identificati come
Mateus e Alessandro detto "Boquinha" — sono stati colpiti da arma da
fuoco; trasportati all'ospedale locale, sono poi deceduti. A seguito
dell'intervento, gli agenti hanno sequestrato armi da fuoco, munizioni, ingenti
quantità di sostanze riconducibili a cocaina e marijuana, nonché altro
materiale collegato ad attività criminali. Tutto il materiale sequestrato è
stato consegnato alla stazione di polizia territoriale di Ruy Barbosa per i
provvedimenti di legge.
Questo è il
fatto, ma quello che sempre sorprende è che, al di là della colpevolezza o no,
la Polizia ha il potere di intervenire e uccidere; saranno stati tre terribili
delinquenti questi tre giovani? Avranno commesso dei reati gravi? Si, omicidio,
(non provato che fossero stati loro) ma la Polizia non può usare questo metodo,
cioè uccidere, simile a quello dei criminali. Ci si uccide per traffici di
droga, per il traffico di persone, per mostrare la forza, ma non può essere lo
stesso metodo che usa la Polizia. Dov’è la possibilità di un processo? Dov’è il
tentativo di scoprire il motivo dell’agguato? Quali sono le condizioni che
hanno spinto a fare questo? La polizia arriva, e uccide. Si dice nell’articolo
che la Polizia è stata accolta dal fuoco dei tre individui; legittima difesa?
Può essere, ma qui c’è un detto che dice così: “A mãe dá à luz uma criança, a
avó cresce, a polícia a mata” (la mamma dà alla luce un figlio, la nonna lo
cresce, la Polizia l’ammazza), duro, ma spesso è ciò che accade. E quello che
mi stupisce sempre è che apparentemente si accetta questa situazione, si è
quasi come rassegnati e impotenti, o, ancora peggio, indifferenti. Anche come
chiesa non ci siamo mossi molto, stiamo a guardare, in silenzio e senza
reazioni. Sono stato a benedire le salme, non c’era molta gente, ma sono
rimasto sorpreso dal silenzio, dal modo come sono stati accompagnati al
cimitero, senza nessun rumore, sussulto, una città muta. A volte mi sembra di
essere in un film del Far West, dove lo sceriffo è il buono che risolve le
situazioni con la rivoltella e il potere della stella, e gli altri sono i
cattivi che devono essere eliminati per garantire la sicurezza della
popolazione.
Non voglio essere né giudice né
colpevolizzare nessuno, ma questa situazione mi mette in forte confusione, mi
destabilizza e mi fa pensare quanto siamo distanti dalla gente, quanto siamo
fuori da situazioni che accadono molto vicino a noi; non che siamo noi a
risolvere i problemi, ma mi chiedo: “quanto conosciamo la nostra nostra gente?
Quanto riusciamo a capire e intendere quello che vivono?”.
Scusate lo sfogo, vi saluto e vorrei
che, alla luce della Parola di Dio di questi giorni, possiamo combattere il
male con il bene, praticare la giustizia e vivere in pace, facendo dei passi
concreti di vicinanza, di incontro con chi spesso è dimenticato e sconosciuto. Um abraço fraterno, pe.Luis, irmão
da Caridade e vosso irmão