lunedì 6 ottobre 2025

LA SCUOLINA DI KARATE' FONDATA DA GIANLUCA GIUDETTI HA VINTO AI GIOCHI PAN-AMERICANI

 


La Squadra della Bahia: Accademia Fênix di Piritiba e Scuola di Karatr di Miguel Calmon


Il primo di ottobre, intorno alle 5:30 del mattino, siamo partiti dall'aeroporto di Salvador per Lima, in Perù. Ho accompagnato il maestro Marcos Paulo e la karateka Evelyn della Scuola Permanente di Karate Padre Paolo Cugini, insieme ad altri 10 studenti dell'Associazione Karate Piritiba Fênix, per partecipare al Campionato Panamericano.

In aeroporto, con scalo a Brasilia, abbiamo incontrato molti karateka provenienti da diversi stati brasiliani e ci siamo uniti a loro in questo meraviglioso viaggio verso il Perù.

Il giorno due e tre, si è tenuta una sessione di presentazione e allenamento per la squadra di atleti brasiliani in rappresentati, a Lima, dalla Confederazione delle Arti Marziali Educative del Brasile (CONFAMEB), filiata all'UPK (Unione Panamericana di Karate-Do). Evelyn era lì per prepararsi alle gare che si sono svolte dal quattro al cinque di ottobre presso il COLISEO Liceo Naval Contralmirante Monteiro in Avenida Venezuela n. 34, San Miguel, Lima, Perù.

Gli atleti erano in uno stato di grande eccitazione e gioia, avendo ricevuto la responsabilità di rappresentare il Brasile e la Bahia in questo importante evento di karate latino-americano.

Il professor Marcus Paulo (Paulinho) e il karateka Gustavo ricevono l'attestato di partecipazione al seminario tenuto dai sensei Carlos Lam, John Trebejo e Oliver del Castillo, peruviani, campioni panamericani nel 2019


Sabato mattina, quattro di ottobre, alcuni di noi si sono recati sul campo di gara dove avremmo dovuto partecipare (con me come spettatore) a un seminario di Karate tenuto dai maestri peruviani Carlos Lam, John Trebejo e Oliver del Castillo, campioni di Kata a squadre nel Panamericano del 2019, seminario su aggiormaneti delle tecniche del karate.

Nel pomeriggio, intorno alle 15:30 (ora di Lima), sono iniziate le gare ufficiali: Kata e Kumite per cinture da rosso a viola per maggiorenni. Erano presenti: Brasile, Perù, Cile ed Ecuador. La foto della delegazione brasiliana, scattata prima dell'inizio delle gare, ha immortalato la presenza di alunni provenienti dagli stati di Bahia (Miguel Calmon – Progetto Scuola Permanente di Karate padre Paolo Cugini, Piritiba – Accademia Fênix, Várzea do Poço – Accademia Fénix, Mundo Novo – Accademia Fénix), Goiás, Ceará, Brasilia-DF, San Paolo, Mato Grosso, Pernambuco e Sergipe.

In evidenza spunta la bandiera brasiliana, il simbolo nazionale, e quello che rappresenta i simboli della città e dell'Associazione WELS – Austria, grande partner e sostenitore del progetto di Miguel Calmon.

Al termine di questo lungo e memorabile viaggio, il Brasile ha vinto diverse medaglie d'oro e d'argento e il trofeo più grande della competizione.

La nostra Evelyn, che ha gareggiato domenica, ha vinto due medaglie, vincendo l'oro nel Katá a squadre e nel Kumite.

Evelyn (prima classificata nella competizione nella città di Bonito/BA) che rappresenta la città di Miguel Calmon, lo Stato di Bahia e il Brasile nel Campionato Panamericano di Lima (Perù).


Non abbiamo potuto fare a meno di esprimere la nostra immensa gratitudine per il supporto ricevuto che ci ha permesso di partecipare a questo Campionato Panamericano:

Alle Parrocchie di Santo Stefano e Santo Agostino, di Reggio Emilia, che hanno contribuito alle spese di viaggio dell’alteta Evelyn. Le suddette parrocchie, insieme al Centro Misisonario Diocesano di Reggio Emilia, sono stati e lo sono tutt’ora, molto vicini ai Progetti sociali presenti nella Diocesi di Ruy Barbosa oltre che al progetto di Karate di Miguel Calmon. Un grazie di cuore!

All'Associazione WELS-Austria, che ha contribuito all'acquisto del biglietto di Gianluca ed è partner e sostiene numerosi progetti nella Diocesi di Ruy Barbosa;

Al Comune di Miguel Calmón, rappresentato dal Sindaco Sampaio, che ha pagato il biglietto del Professor Marcus Paulo;

Nei giorni successivi, abbiamo approfittato del viaggio per visitare alcuni dei luoghi più iconici e tipici di Lima, guidati e accompagnati da Frate Giampiero, un francescano italiano, rettore della Facoltá Cattolica de Lima e che vive a Lima da molti anni.

Ritorneremo in Brasile l'otto di ottobre, soddisfatti e lieti di aver ben rappresentato il Brasile, Bahia e la città di Miguel Calmón a questo importante evento.

 

Diacono Gianluca Guidetti

Coordinatore del progetto



sabato 10 maggio 2025

BUONE NUOVE DALLA BAHIA

 





Ruy Barbosa, 6 de maio 2025, don Luigi Gibellini

 

            Ciao a tutti,

dopo um buon tempo di silenzio mi rifaccio vivo per raccontarvi un poco della vita trascorsa in questi mesi, in preparazione alla Pasqua, la Pasqua e il pezzo di dopo Pasqua.

            Cominciamo con la Quaresima, sempre caratterizzata dalla Campagna della Fraternità che quest’anno aveva come tema “Fraternità e Ecologia Integrale” e sub tema il testo de Genesi “E vide che tutto era buono”.   Le motivazioni per questa scelta sono state queste:

·         10 anni della Laudato Sì

·         800 anni del Cantico delle Creature di San Francesco

·         L’aggravamento della Crisi Climatica e le ultime catastrofi

·         La COP 30 in Brasile

·         Il Giubileo della Speranza, che invita alla riconciliazione integrale.

L’Obbiettivo Generale era: “Promuovere, in spirito quaresimale e in tempi di urgente crisi socio-ambientale, un processo di conversione integrale, ascoltando il grido dei poveri e della Terra” tentando di promuovere concretamente delle scelte nel nostro piccolo, cominciando dall’ambiente familiare e poi allargandosi anche in scelte più comunitarie. Una di queste è stata la scelta, in una comunità della campagna, di eliminare i bicchieri di plastica vicino ai bebedouros e comprare delle “caneque” (tazze) che rimanessero li e lavarle di volta in volta quando si utilizzavano. Piccoli segni, ma significativi. Una cosa negativa invece, è stata la poca divulgazione di questa Campanha, e poca formazione nelle varie comunità, sembra quasi che non ci sia più un grande interesse da parte dei preti e di chi dovrebbe suscitare interesse per queste tematiche che coinvolgono sempre più il pianeta e soprattutto l’essere umano.

            La Settimana Santa l’ho trascorsa nella parrocchia di Macajuba, ed è cominciata con la Domenica delle Palme, con le varie rappresentazioni dell’ingresso di Gesù e della Passione del Signore, questo avvenuto in un Povoado, dove i giovani hanno drammatizzato la Via Sacra lungo le strade del paese; poi il Martedì Santo, Messa Crismale in Alagoas dove si trova il Santuario Diocesano a ricordo di Maria Milza, in cammino di santità; alla fine della celebrazione Eucaristica il Vescovo Estevam ha fatto leggere prima in Latino e poi in Portoghese la lettera che è arrivata da Roma dove veniva annunciato che il percorso verso la canonizzazione di Maria Milza è in andamento e che già si può chiamare di Serva di Dio. Poi la visita ai malati e la celebrazione il mercoledì mattina con le persone anziane e il rito dell’Unzione degli Infermi. Poi il triduo Pasquale in varie comunità; mi piace molto celebrare nella campagna, con delle comunità piccole e a volte poverette, ma che ci mettono della voglia nel fare le cose bene, con tutti i limiti e gli errori liturgici, ma con tanta voglia di celebrare. In questi giorni ho sperimentato, attraverso il sacramento della riconciliazione, quanto è grande la misericordia di Dio e quanto è necessario accogliere tutti perché si possano sentire amati e trattati come figli. Durante la Quaresima nelle varie parrocchie si sono fatti dei momenti di Confessioni, chiamati “Mutirão de Confissões” dove tanta gente se è avvicinata la sacramento della misericordia, e dove noi padri ci siamo resi disponibili a viaggiare da una parrocchia all’altra in segno di comunione sacerdotale; tenete conto che non è come andare da Fontanaluccia a Febbio, ma fare anche 130 kilometri per raggiungere una parrocchia.

            Poi il Triduo Pasquale, nella parrocchia di Macajuba, visitando e celebrando in varie comunità rurali, nella ricchezza della diversità ma anche nella bellezza di vedere come le comunità celebrano e si animano nei momenti importanti dell’anno liturgico. Nel Giovedì Santo ho celebrato nella chiesa di Macajuba e i 12 rappresentanti per la Lavanda dei Piedi erano tutti uomini; allora ho detto che il prossimo anno sarebbe bello vedere che ci fossero anche delle donne, dei ragazzi e ragazze, perché sia rappresentata la comunità nelle varie età e vocazioni; poi non ho lavato i piedi e tutti, ma solo al primo e poi ognuno lavava il piede del vicino, fino ad arrivare a lavare il piede anche a me, come ha detto Gesù in quel momento, “come ho fatto io, così fate anche voi…” Qualcuno dopo la Messa ha fatto questione di ricordarmi che gli apostoli erano tutti uomini e che non si poteva pensare di inserire donne e ragazze…i commenti fateli voi!!!

            Il Venerdì Santo l’ho celebrato in un povoado, prima abbiamo fatto il rito della Croce e la lettura della Passione, e poi i giovani hanno messo in scena la Via Sacra per le vie del paese; ho apprezzato molto questo momento e anche l’impegni dei giovani e delle ragazze che si sono resi disponibili. Il Sabato Santo ho visitato i due ospedali che si trovano in Macajuba e Ruy Barbosa per dare una benedizione e fare gli auguri di Pasqua ai ricoverati; felicemente ne ho incontrati pochi, perché in queste feste i dottori cercano di liberare il più possibile chi si trova ospedalizzato. Poi sono passato anche nelle Delegazie per vedere i carcerati, e anche li non vi erano prigionieri; sarà che questo sia un segno dell’Anno Santo, dove una delle cose che papa Francesco aveva chiesto era di liberare i prigionieri?

            Poi alla notte ho fatto proprio una bella Veglia Pasquale: ho cominciato a celebrare alle 18 in una comunità chiamata Malhada Nova, poi ho continuato celebrando in un’altra comunità che si chiama Nova Cruz e ho concluso nella chiesa principale di Macajuba, terminando alle 23,30. Anche qui nella diversità delle celebrazioni e nella ricchezza della gente che ha preparato e vissuto con intensità la notte di Pasqua.



            Papa Francesco ci lascia il lunedì dell’Ottava di Pasqua, in silenzio, senza grandi boati, dopo avere dato la benedizione a tutti in giorno di Pasqua; povero tra i poveri, se nè andato dopo avere cominciato um processo di cambiamento nella chiesa e nel mondo.

 

            Finita la Settimana Santa, abbiamo celebrato i 29 anni della Casa della Carità nella domenica in Albis, con la presenza di padre Erivaldo e un buon numero di persone; tutto preparato con due giorni di adorazione, dove vari gruppi, movimenti e cristiani si sono alternati dando un tempo per fermarsi davanti al Signore nell’eucaristia. La settimana successiva ho partecipato a due giorni con i preti del Prado in Mundo Novo; siamo un gruppino di 10 sacerdoti che ogni due mesi circa, si incontrano per riflettere sulla spiritualità pradiana e per confrontarsi sul cammino di cada uno. E’ sempre un buon momento, dove si possono condividere idee, pensieri, difficoltà, con libertà, senza essere giudicati ma ascoltati. Mi sembra di potere dire che questo gruppo potrebbe diventare un luogo pensante, dove generare idee da presentare anche al presbiterio, senza correre però il rischio di pensare di essere sempre nella verità.

            Come ultima notizia, vorrei condividere con voi la bella presenza in casa di due seminaristi della Diocesi di Bomfim, Leandro e João Antonio, inviati dal vescovo dom Hernaldo, in preparazione alla loro ordinazione diaconale. Una presenza discreta ma significativa, perché si sono lasciati immergere nella vita della casa e nel servizio agli ospiti. Una settimana non è tanto, ma hanno manifestato quanto il mettere le mani in pasta, ha segnato un poco la loro vita, questo quello che hanno detto. Come regalo di despedida gli abbiamo dato la maglietta della festa della Casa, e il testo di Tonino Bello sulla stola e il grembiule.

            La Diocesi si sta preparando anche all’ordinazione diaconale di Junior e quella presbiterale di Augusto Mercio che avverranno sabato 24 maggio in Cattedrale; preghiamo per loro perché possano essere nella chiesa pastori e servitori di Gesù nelle periferie di questo mondo e di questa chiesa diocesana.



            Su papa Leone non dico niente, dicono già tanto i media e molte persone, dentro e fuori dalla chiesa; mi sembra di potere dire che lo Spirito Santo anche questa volta ci ha sorpresi e probabilmente ha agito come sempre per il bene della Chiesa; lasciamolo lavorare e mettiamoci all’ascolto.

            No Domingo do Bom Pastor deixo pra vocês uma frase de Tonino Bello:  "Uma Igreja que não sonha não é Igreja, é apenas um aparato. Quem não vem do futuro não pode trazer boas notícias. Só quem sonha pode evangelizar."  (do livro "Nos Caminhos de Isaías").  Bom tempo pascal e até a próxima, pe. Luigi irmão da Caridade e vosso irmão. 

lunedì 17 marzo 2025

AMAZZONIA, UNA CONDIVISIONE

 




Sr Alessandra e Isabela  


Ciao a tutti! 

Tornate già da un po’ dal nostro breve viaggio in Amazzonia, vi raccontiamo alcune cose viste e ascoltate.

Abbiamo passato nello stato brasiliano di Amazonas due settimane, visitando tre realtà: Manaus, dove siamo state accolte da d. Paolo Cugini, Tabatinga, tappa intermedia prima di arrivare alla nostra destinazione, e Santo Antonio do Içà, dove vivono e prestano servizio d. Paolo Bizzocchi, arrivato da pochi mesi, e d. Gabriele Carlotti, presente da 5 anni in questa terra. 

L'Amazzonia, terra verde, coperta di foresta e di acqua, dimensioni ben differenti dalle italiane, ma anche dalle bahiane. Per arrivare a Santo Antonio do Içà abbiamo “spalmato” il viaggio da Ruy Barbosa su quattro giorni, prendendo un pullman, tre aerei e il battello veloce, che da Tabatinga impiega 8 ore per arrivare a Santo Antônio: 8 ore di acqua e foresta. 

Abbiamo passato i primi giorni a Santo Antonio do Içá con d. Paolo Bizzocchi e d. Luigi Gibellini, che è stato una bella presenza per un mese e mezzo, tra gennaio e febbraio. Negli ultimi giorni è tornato d. Gabriele Carlotti dal suo viaggio mensile sul fiume. D. Paolo si sta impegnando tanto per studiare il portoghese (ora è a Brasilia a studiare) e conoscere la parrocchia e come funziona, mettendosi in ascolto delle persone, della realtà. 

Per prepararci al viaggio, abbiamo letto e pregato la Querida Amazônia, Esortazione Apostolica di Papa Francesco, scritta a seguito del Sinodo sull’Amazzonia, nel febbraio 2020.

Il nostro viaggio è stato breve, di due settimane: abbiamo visto qualcosa, ci siamo fatte idee probabilmente inesatte, guardando come da uno spioncino, ma proviamo a condividere qualcosa partendo dai quattro sogni di cui parla Papa Francesco (Querida Amazonia, n. 7)


“Sogno un’Amazzonia che lotti per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi, dove la loro voce sia ascoltata e la loro dignità sia promossa”.



A Santo Antonio abbiamo incontrato tante persone che lavorano e si spendono per i bambini, con Progetti di doposcuola (Progetto “Maloca do Encontro”), di musica (Progetto “Olho d’água”), di sport (Associazione “Kurumim e Kunhatã”)… che li tengono lontani dallo stare per strada, insegnano a vivere insieme agli altri, stimolano la creatività e l’apprendimento. Sono cose molto importanti in un luogo dove tante famiglie non hanno risorse, dove tanti cadono nel traffico e nell’uso della droga, o nell’alcolismo, dove tante volte c’è una grande povertà umana e ci sono abusi nelle famiglie (che purtroppo portano tante giovani a togliersi la vita). 




A Manaus abbiamo ascoltato di tanti suicidi dovuti alla paura e alla mancanza di prospettive dovuto al grande traffico di droga che in certi quartieri domina e comanda. Abbiamo ascoltato d. Paolo parlare delle iniziative della parrocchia di São Vicente: l’ascolto fatto da due psicologhe stipendiate dalla parrocchia, l’evento organizzato per il “setembro amarelo” (in Brasile è il mese di prevenzione al suicidio); e le comunità della parrocchia organizzano la colazione o la cena per i poveri, molti dipendenti chimici, che vivono in baracche improvvisate, in condizioni di grande povertà. Abbiamo toccato con mano la grande umanità del gruppo Caritas della Comunità di s. Antonio che tutte le settimane va a invitare queste persone, e la mattina alle 5,00 inizia a preparare la colazione, che viene servita a partire dalle 6,30 a chi arriva, con un “Buongiorno”, i tavoli e le sedie, e servizio al tavolo.  




 “Sogno un’Amazzonia che difenda la ricchezza culturale che la distingue, dove risplende in forme tanto varie la bellezza umana”.

Una cosa che ci ha colpito tanto a Santo Antonio è come è normale la vita sul fiume. In qualsiasi luogo si voglia andare, è via acqua, con la sua bellezza e le sue sfide. Fin da piccoli tanti bimbi sono abituati ad andare sul fiume, vanno con il papà a pescare. Il fiume vuol dire altri tempi di movimento, di vita, più lenti. 

Avremmo voluto approfondire la questione indigena, sentirne parlare dalla gente, ma non c’è stata l’opportunità. In vari ci hanno detto che praticamente tutti nella zona hanno origini indigene, ma sono pochi quelli che le riconoscono e accolgono. 

Siamo andati in visita a un villaggio Kokama, vicino a Santo Antonio. Una cosa bella che abbiamo ascoltato è che chi vuole andare a vivere lì e dichiara che è di origine Kokama, è accolto. C’è tutta una cultura propria, fatta di tradizioni, di luoghi, di riti… Nei villaggi indigeni c’è la scuola, dove si insegna la lingua della tribù e il portoghese. I popoli indigeni hanno diritti propri nei villaggi, riconosciuti e difesi dallo Stato.





“Sogno un’Amazzonia che custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale che l’adorna, la vita traboccante che riempie i suoi fiumi e le sue foreste”.

Abbiamo visto tanta acqua, e tanta foresta, tanto verde… Dall’aereo e nel viaggio in barca. L’acqua è vita, l’acqua porta il pesce, tanto prezioso per l’alimentazione…

In alcuni luoghi della regione amazzonica i cercatori d’oro illegalmente inquinano i fiumi con il mercurio, per pulire l’oro dalle scorie… E questo significa pesce ammalato, e persone ammalate. Ci sono luoghi con abbondanza di pesce, in cui gli abitanti hanno smesso di mangiarlo per non ammalarsi…

La quantità di acqua e di verde fa pensare al brano biblico del profeta Ezechiele, dell’acqua che sgorga dal Tempio, diventa un fiume navigabile, e:

 “Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Sulle sue rive vi saranno pescatori […] Lungo il fiume, su una riva e sull'altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui fronde non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina» (Ez 47)

Abbiamo visto, in un paesino a 45 minuti da Manaus, dove d. Paolo Cugini ci ha portate, le rovine di un edificio di fine Ottocento, che nella sua storia ha avuto vari usi, ed è abbandonato da più di 30 anni: la natura se ne è impossessata, con alberi che hanno sparso le loro radici ovunque! Natura trasbordante….



Purtroppo abbiamo visto anche le rovine, più recenti, di quello che doveva essere un grande polo universitario, per il quale sono stati costruiti una strada a due carreggiate di tre corsie, e un grande edificio, disboscando una zona grande. Il progetto è poi stato lasciato a metà e i soldi sono stati usati dai potenti per i propri interessi... Tra qualche decina di anni, forse, se non se ne farà niente, la natura riprenderà possesso della zona…   

 “Sogno comunità cristiane capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia, fino al punto di donare alla Chiesa nuovi volti con tratti amazzonici.”

Abbiamo ascoltato, a Tabatinga come a Santo Antonio do Içá, il desiderio che ci siano presenze di consacrati, di persone che si dedichino ai popoli indigeni, che entrino nella cultura, imparino la lingua… Possano condividere la Parola di Dio in modo più incarnato. In una comunità dove siamo passati a Tabatinga solo il capo della comunità parla portoghese. Nella cappella hanno dipinto un Cristo al centro, e le divinità che per la cultura Tikuna hanno dato origine alla creazione. E una bellissima Madonna coi tratti indigeni.



D. Gabriele ci raccontava che quando va sul fiume, nelle comunità indigene, c’è sempre qualcuno che traduce.

Nel villaggio Kokama, vicino a Santo Antonio, dove siamo stati in visita, c’è il desiderio che possa sorgere una cappella.

Una grande sfida per la Chiesa Cattolica nei luoghi dove siamo state è quella della presenza di tantissime Chiese evangeliche pentecostali, che spesso si collocano in netta contrapposizione con la Chiesa Cattolica. Di fatto il dialogo è molto difficile. Speriamo e preghiamo che si possa aprire un dialogo e collaborazione, almeno tra i fedeli delle diverse Chiese, per il bene in particolare dei più fragili!



Ecco, solo qualche flash dallo spioncino del nostro viaggio! Siamo tornate grate al Signore e a chi ci ha permesso di conoscere un pezzetto di Brasile ben diverso dalla Bahia! Grate anche per la ricchezza dello scambio tra missionari in Bahia e in Amazzonia!

Preghiamo che ci possano essere missionari per l’Amazzonia, che possano raccogliere l’invito di Papa Francesco e del Sinodo, che i sogni possano diventare realtà per quei popoli e quella terra, e per l’umanità intera!