mercoledì 19 ottobre 2022

Scrivo due righe sulla nostra missione qui in Ruy Barbosa

 




In questi mesi, nelle comunità della quasi nuova parrocchia, abbiamo realizzato molte prime comunioni: adolescenti che avevano cominciato la preparazione già prima della pandemia. Si spera sempre che possano continuare a partecipare delle comunità, alle volte sono poco accompagnati dalle famiglie. Nel mese di luglio abbiamo fatto una campagna per lo sviluppo del “dízimo”: la decima biblica, che è l’offerta mensile permanente per il sostegno della chiesa. Sono andato assieme all’equipe di animazione di questa pastorale in visita alle famiglie; è stato buono per conoscere meglio la realtà e nello stesso tempo visitare molti anziani che sostengono la chiesa con una bella fedeltà. Agosto è il mese dedicato alle vocazioni: la prima domenica ricordo dei sacerdoti, mi hanno fatto una bella festa. La settimana successiva dedicato alle famiglie; abbiamo ogni sera fatto incontri nelle famiglie, leggere la parola di Dio nelle case è sempre fruttuoso, ricorda le prime comunità cristiane di Paolo che si sono sviluppate così. E’ stata anche l’occasione per un inizio della pastorale famigliare, con alcune coppie che si sono date da fare per animare le serate. In Casa di Carità abbiamo avuto per tre mesi la presenza di Suor M.Elena, ha dato una bella mano e anche l’occasione di dialogo e condivisione con tutti quelli che vivono in casa. E poi come si dice qua: “saudade” ha ricordato il passato, in particolare con quelle che tempo fa erano le ragazze che partecipavano della comunità del Bairro Santa Luzia. In Casa è arrivata Karine, una ragazza di Ipirà, che già ci veniva a trovare e si fermava qualche giorno; ha deciso di fare 9 mesi di “leva”, per crescere umanamente e fare un discernimento vocazionale. Abbiamo fatto un incontro l’ultimo fine settimana con l’equipe de casa; Sergio di Salvador ci ha aiutato a fare un cammino sia sull’auto-conoscimento che sul valorizzare la fraternità partendo dall’enciclica Fratelli Tutti. In casa ci sono due probande, due leve, due sorelle, una missionaria italiana Marinella e tre funzionari che ci aiutano: nella cucina, nella lavanderia e nella cura degli ospiti. Questa ricchezza e diversità sia di vocazioni che di persone va integrata in una comune missione, per far crescere la comunione nelle differenze. Abbiamo fatto con la Casa della Carità, per ricordare i 50 anni dei Fratelli della Carità, un pellegrinaggio in un luogo, qui vicino a Ruy Barbosa, Alagoas dove ha vissuto con fama di santità una donna del popolo Maria Milza. Siamo andati con tutti gli ospiti i volontari, le donne dell’Arco Iris, che ci aiutano nelle pulizie di casa. E’ stato un bel momento di chiesa, popolo di Dio che cammina assieme, e in questo luogo dove sperimenta la misericordia di Dio che passa attraverso persone piccole ed umili. Nella animazione della giornata ci hanno aiutato due novizi dei Gesuiti; sono stati tre settimane con noi per fare esperienza di servizio e preghiera. La prima domenica di ottobre si è votato per le elezioni del presidente, dei governatori, dei deputati della camera e del senato. Per fortuna non c’è stata violenza, come si temeva; per il presidente si andrà al ballottaggio a fine ottobre; tra Lula che per poco non passava e Bolsonaro il presidente attuale, che nonostante in questi anni abbia mostrato grandi limiti, ha ricevuto 50 milioni di voti. Il dodici di ottobre abbiamo fatto la festa della Patrona del Brasile “Aparecida”; una piccola immagine di Maria, pescata nel fiume Paraiba, circa 300 anni fa. Rimasta nella casa dei pescatori per qualche anno, poi in una piccola cappella, crescendo la devozione e i miracoli adesso è custodita in un grande santuario, nello stato di San Paolo. In Ruy Barbosa abbiamo due comunità dedicate ad Aparecida e così abbiamo celebrato nelle due cappelle e poi con due processioni ci siamo incontrati per fare festa assieme. Erano presenti le comunità della Cattedrale e della Quasi Parrocchia che è dedicata ad Aparecida e san Giuseppe Operaio. Alcune drammatizzazioni, canti, danze; un sacerdote Pe. Claudio con una band, che ha animato con musiche religiose il pomeriggio. Si è chiusa la giornata con la benedizione del Santissimo Sacramento in pompa magna con il vescovo Dom Estevam; poi il sorteggio di un bingo, una festa ben partecipata.    

Um abraço fraterno pe. Luigi                                                          Ruy Barbosa, 14/10/22      

           

 

lunedì 27 settembre 2021

Non possiamo tacere sulle cose viste e udite





 

Padre Luigi Ferrari

Ruy Barbosa (Bahia-Brasile) 25/09/2021

 

 

Ottobre è il mese missionario, leggo il messaggio delle POM, dice: Gesù è la nostra Missione, con la sottolineatura “Non possiamo tacere sulle cose viste e udite”. Qui in Brasile è chiaro viviamo e vediamo aspetti contradditori, disuguaglianze a tutti i livelli; che la pandemia ha acuito. Io assieme a Suor Maddalena e due ospiti più anziani della Casa abbiamo ricevuto la terza dose del vaccino, una cosa straordinaria. La pandemia sembra adesso un po’ più controllata; il 40% della gente è vaccinata completamente. C’è da ricordare che i morti dall’inizio sono vicini a 600 mila. La situazione economica sociale complessa con una inflazione che ha portato ad un rialzo dei prezzi esagerato: vedi benzina e generi alimentari basici. La fame purtroppo è tornata, e le politiche di aiuto socio assistenziali sono molto scarse. Come chiesa, ricevendo aiuti da entità straniere, abbiamo fatto ceste basiche per portare un po’ di sollievo. Nelle comunità abbiamo ricominciato a fare i sacramenti, in particolare battezzare quei gruppi di adolescenti che già si stavano preparando prima della pandemia.

Il vescovo Dom Estevam mi ha chiesto di iniziare una nuova parrocchia, sarà dedicata a san Giuseppe Operaio e Aparecida. Ci sarà una celebrazione ufficiale il giorno della Madonna Aparecida, il 12 di ottobre, la patrona del Brasile. Lui vorrebbe costruire una chiesa ma per il momento usiamo un tendone, per dare una idea di chiesa fatta meno di mattoni e più di è pietre vive che devono essere i cristiani. Il desiderio è quello di vivere una conversione pastorale animata dalla missione, farsi prossimi della gente e cercare in questo forme creative per annunciare il Vangelo.

In Casa di Carità viviamo un tempo particolare, le sorelle sono tutte in congedo, in Italia e Madagascar; è rimasta solo ir. Alessandra, ci dà una bella mano Marinella, volontaria missionaria arrivata in Bahia ln maggio; sta facendo un po’ di tutto ma con quella leggerezza che la contraddistingue. Poi abbiamo alcune ragazze, in cammino vocazionale, che sono una presenza importante. In questi giorni anche i tre novizi gesuiti che fanno una esperienza di servizio per tre settimane.. La mancanze delle sorelle è occasione per i volontari vedere di fare un passo in più, una chiamata ad assumere più responsabilità. Il vescovo ci ha chiesto se non valeva la pena prendere due persone stipendiate per occuparsi della cucina e della lavanderia. Stiamo guardando di mettere in pratica questa proposta. Io continuo a fare due giorni dal mercoledì al venerdì al progetto Levanta-te: comunità terapeutica di recupero di tossici e alcolisti. Accompagnarli nel cammino è importante per esercitare in particolare il ministero della riconciliazione e avvicinarli anche all’Eucaristia celebrata e Adorata.  Piccoli passi per un cammino di conversione che comincia in questi 9 mesi di comunità, ma che poi deve continuare quando tornano nelle loro famiglie e comunità. Mi sono incontrato con Vanessa e famiglia in Nova Redenção; è stato bello celebrare in questa comunità dove per 10 anni sono stato parroco, ritrovare persone che avevo seguito in quegli anni.

Bene vi saluto con piccola scoperta, in Evangeli Gaudium, il Papa mi ha stupito, con questa affermazione: “ che come comunità cristiana dovremmo inquietarci e dispiacerci che ancora molta gente non conosce l’amicizia con Gesù, la consolazione e speranza che viene da Lui.”

Um Abraço Fraterno


sabato 15 maggio 2021

UN SALUTO A DON ROMANO DALLE MISSIONI IN BRASILE

 


   

Ciao Romano, non so se mi hai mai perdonato per averti lasciato sul groppone il CMD, ma lo meritavi, almeno per tutto quello che sei per le missioni diocesane! La tua qualità di maneger, unita alla tua fiducia nella provvidenza, è stato un poco come mantenere unite fede e ragione, sono una bella accoppiata. Così, hai sempre spronato le Case, la Caritas e da ultimo anche la Missione. Quando abbiamo cominciato l'animazione vocazionale a Ruy Barbosa, assieme a don Vittorio Trevisi, il tuo appoggio è stato importante, nel condividere che si doveva 'lavorare' per le vocazioni diocesane, non ti sei mai chiuso nella tua famiglia religiosa, le CdC, ma cercavi di capire e rispondere alle esigenze e bisogni veri della Diocesi di Ruy Barbosa. Così, quando abbiamo iniziato l'anno propedeutico a Utinga e sognavamo con un luogo che fosse di convivenza, ma anche si servizio ai poveri, non hai esitato a sostenere il progetto con affetto, ma anche economicamente. E, in poco tempo, la Casa Famiglia, dove don Vittorio aveva accolto alcuni anziani soli, divenne il primo seminario propedeutico della Diocesi. I giovani vivevano in parrocchia, partecipavano alle attività pastorali, avevano una vita di preghiera e di servizio, abitando con noi e i nostri anziani, ormai non più soli.

 Così, oggi Ruy Barbosa non ha più bisogno di preti reggiani, ha i suoi giovani preti diocesani, bahiani al 100%. La CdC è rimasta, perché un 'dono' non si porta via, una volta fatto non ci appartiene più, è di chi lo ha accolto. Ma la Missione Brasiliana, presente a Ruy Barbosa e anche a São Paulo per la presenza di don Giancarlo Pacchin a Jandira, non poteva avvizzire, il suo dono di essere 'Chiesa sorella', anche se non sempre ascoltata nelle sue provocazioni profetiche, chiedeva di essere rilanciato mettendosi a servizio di una nuova esperienza di evangelizzazione.

Così, nacque il 'sogno' dell'Amazzonia, scegliendo gli ultimi e la Diocesi, Alto Solimões,  che più aveva bisogno del nostro voler camminare insieme a servizio del Regno e del Popolo di Dio. In questa circostanza mi dicesti, forse l'ultima cosa che ci siamo detti: " don Carlotti, come vorrei essere io a partire (il tuo sogno della missione indiana non si era mai spento!), ma ormai non ho più niente da dare...". Non perché non potessi più "fare", ma perché avevi già dato tutto, anche te stesso e la tua vita.

Come a Ruy Barbosa, dopo Vittorio e me, anche Fernando e Marco si sono spesi per le vocazioni sacerdotali. Poi arrivò don Gabriele Burani, con la sua esperienza di rettore, che ancora oggi, qui in Amazzonia ha un occhio speciale per i giovani. Ti chiediamo di aiutarci ad essere servi inutili, ma sempre fratelli, scrivendo ancora un pezzo di storia, come Chiese che camminano insieme. Grazie!"

Dalla Missione diocesana in Amazzonia/Brasile ci uniamo nella preghiera affinché sorella morte traghetti questo nostro fratello nella Carità, fino alla Vita.

d. Burani e d. Carlotti