martedì 13 aprile 2021

LA CASA DI CARITA' DI RUY BARBOSA FESTEGGIA 25 ANNI DI PRESENZA NELLA DIOCESI




Ruy Barbosa 12/04/2021- Pe Luis Ferrari

Carissimi tutti,

      Vi scrivo due righe in questo tempo Pasquale. Siamo sempre in pandemia, e il Brasile purtroppo è il paese che attualmente sta soffrendo di più; sembra che dal governo federale ci sia stata una volontà di non curarsi del pericolo che la pandemia comporta, e non si è stati coesi nelle misure di distanziamento e igieniche. In questo momento, gli ospedali sono tutti pieni e manca alle volte anche l’ossigeno e alcuni farmaci indispensabili per la respirazione meccanica.  Un vero caos!  Speriamo che la vaccinazione possa aiutare a spegnere il fuoco di questo virus.

 Per quanto riguarda la Casa della Carità siamo stati tutti vaccinati, grazie a Dio, la vigilanza sanitaria ha tenuto conto della vulnerabilità dei nostri ospiti. In questi giorni siamo in festa, 25° di apertura della Casa; celebriamo un anno giubilare con diversi appuntamenti. Il vescovo Dom Estevam ha celebrato la messa la domenica della Divina Misericordia, trasmessa nel canale della diocesi, l’11 di aprile. Il vescovo ci ha tenuto a presentare ciascun ospite, le sorelle e i volontari. Era presente anche il vescovo emerito dom Andrè e il parroco pe. Antonio. Abbiamo preparato la festa, sempre con i mezzi social: il venerdì con una preghiera del Rosario, ìl sabato con alcune testimonianze per ricordare questi 25 anni di presenza, qui in Ruy Barbosa. Quel seme piantato 25 anni fa è diventato una pianta che fa foglie, fiori e frutti; gli agricoltori che siamo noi delle volte ci lamentiamo, ma dalla risonanza della festa abbiamo colto come questo popolo di Dio abbiamo riconosciuto la presenza del Signore, in particolare nei poveri, e ci ha mostrato molta gratitudine.  In questo tempo abbiamo accolto Mateus, un ragazzo autistico di 23 anni, era custodito dal papà, ma ultimamente per il vizio dell’alcool non riusciva a tenerci dietro bene. Il papà adesso è nel progetto “Levanta-te”, una comunità terapeutica qui di Ruy Barbosa. Mateus ci ha sorpreso: dopo i primi giorni di conoscenza, si sta rivelando una bella presenza, si è inserito bene.



Come chiesa di Ruy Barbosa, abbiamo fatto in presenza, la messa Crismale nel monastero cistercense de Jequitibà; nell’occasione dom Estevam completava 7 anni di ordinazione episcopale.

In questi mesi, il vescovo nuovo ha cercato di riorganizzare la situazione economica; lui dice sempre che non ha gli amici che aiutano come dom André, il vescovo del Belgio suo antecessore. Poi, si è occupato del seminario minore che ha riattivato, c’è un progetto lanciato di una nuova vocazione per ogni comunità. Per la pastorale vuole cercare di rinvigorire l’annuncio missionario per le persone che sono lontane; in questo senso suddividere le parrocchie più estese. A me, ha chiesto all’inizio di quest’anno due cose: interessarmi della comunità terapeutica Levantate, e poi di iniziare una nuova parrocchia qui in Ruy Barbosa.

Così, adesso, faccio due giorni della settimana nella comunità Levantate; la mia presenza è di accompagnamento spirituale. Sono un 13-14 uomini in questo momento; il progetto ha come obiettivo portarli alla sobrietà; seguendo il metodo di Alcolisti Anonimi. Pilastri della terapia sono il lavoro, la disciplina comunitaria e la fede alimentata dalla preghiera. Si legge tutte le mattine il vangelo del giorno; poi c’è un altro momento di preghiera alle 14,00 e alla sera prima di cena il rosario. Con la mia presenza, dico una messa una mattina, e faccio anche con loro la Via Crucis e, in qualche occasione, anche un po’ di catechesi, diciamo l’importanza di stare ad ascoltarli. Ieri c’è stato uno di loro che esplicitamente ha chiesto pubblicamente perdono ad un altro perché erano tre giorni che non si parlavano; mi ha veramente edificato. Il percorso è pensato in nove mesi di comunità, si cerca di riscostruire una creatura nuova, per poi ritornare alle loro famiglie.



Per quanto riguarda la nuova quasi parrocchia, ho cominciato a celebrare in queste 6 comunità. È stato buono fare il triduo Pasquale non c’era molta gente perché si può occupare solo il 30% delle chiese; ma c’è stata una partecipazione attiva.

Era una novità il triduo, perché era sempre stato celebrato in cattedrale. Oggi poi si va con Whats App dove si condividono gli appuntamenti e ci si tiene informati. Abbiamo fatto due riunioni in presenza con gli animatori e il vescovo Dom Estevam ci ha tenuto ad essere presente per dare alcune linee di sviluppo. Alcuni animatori hanno partecipato a incontri via Zoom con la Fabbrica dei Sogni, una Onlus che aiuta gruppi di persone a mettersi insieme per un sogno comune; nel nostro caso una nuova parrocchia. È servito per conoscerci meglio e individuare qualche prospettiva nuova, come dare un indirizzo ecologico a tutte le attività, e iniziare la pastorale della donna, un aiuto a difendere la loro dignità, particolare quelle che vivono in condizioni precarie.

“La risurrezione di Cristo produce in ogni luogo germi di un mondo nuovo; e anche se vengono tagliati, ritornano a spuntare, perché la risurrezione del Signore ha già penetrato la trama nascosta di questa storia, perché Gesù non è risuscitato invano (EG.278)”

Chiediamo al Signore di cogliere questi germi e annunziarli alla nostra gente.

Um abraço fraterno Pe. Luis

PS:

chi volesse assistere qui in basso metto link delle testimonianze del sabato 10 e della messa del 11 di aprile:

 live ' Casa da Caridade, 25 anos de lembranças e gratidão'.

https://youtu.be/3TTbnNjELbo

Messa dei 25° Casa di Carità di Ruy Barbosa

https://youtu.be/ElFiJ8x8OeA

 

lunedì 7 dicembre 2020

LETTERA DI NATALE DI PADRE GIANCHI DA JANDIRA-BRASILE





JANDIRA NATAL 2020.

 

 

Carissimi "FRATELLI TUTTI"

 

con queste parole di Papa Francesco vi mando un abbraccio e l'augurio di Buon Natale.

Come sarà il Natale di quest'anno? Senz'altro questa nuvola di virus malefici e mortali che copre tutta la terra, ci porterà forse più silenzio, meno luci, meno consumismo. Ci sentiremo più vicini "all'isolamento" della grotta di Betlemme e della culla del bambino Gesù, e sentiremo più profondamente il senso dell'annuncio dell'angelo; È nato un bambino, annuncio di pace a tutti gli uomini di buona volontà. Qui in Brasile l'istrionismo del presidente Bolsonaro è stato ridimensionato con la caduta ingloria del Trump degli Stati Uniti e qui in Brasile dell'insuccesso delle elezioni municipali, dei candidati appoggiati da Bolsonaro, il centrodestra si è rafforzato e la sinistra ha tenuto botta anche se un po’ malconcia per la frammentazione del suo elettorato in vari partiti.

La sconfitta proprio è caduta sulle spalle dell'estrema destra di Bolsonaro.

 


Qui a Jandira il candidato del PT (Partido dos Trabalhadores) Zezinho non è stato eletto però è riuscito a eleggere un consigliere comunale, (Vereador) Fabio Betera, che è un dipendente della Caritas. Speriamo che questo possa aiutare il dialogo tra la Caritas e tutti i gruppi sociali di Jandira con la camera municipale e il sindaco.

Il coronavirus in Brasile che era in una curva discendente accusando un mese fa 100, 200 morti al giorno, ora è tornato ad aumentare e raggiunge i 700 morti nelle 24 ore e supera nel totale più di 170 mila vittime .

Qui alla Caritas abbiamo gli asili, e scuole materne chiusi da marzo, comunque le maestre con le dovute cautele si incontrano 2 o 3 volte alla settimana per revisionare i contatti con le varie situazioni dei bambini, (casa, famiglia, alimentazione, salute, ecc.) e preparare le lezioni video da mandare ai loro bambini, ai loro alunni.

Noto come in queste nuove attività il rapporto fra loro, le maestre, e il gruppo insomma, cresce e si intensifica sempre più, si interessano soprattutto dei bambini che sono più in difficoltà sia economicamente che pedagogicamente. Due volte al mese ricevono e distribuiscono per ogni bambino una cesta basica un "kit di alimentazione" mirando l'insieme della famiglia e anche le famiglie dei vicini che sono in situazione di bisogno e chiedono aiuto. Se teniamo presente che abbiamo un migliaio di bambini tra asili e scuole materne da seguire e fornire loro la cesta basica più i bambini delle famiglie attorno che vivono vicino, e che sono in una situazione di mancanza di cibo, di fame, ecc., dobbiamo grosso modo fornire tutti i mesi circa 3000 ceste di alimenti basici. Praticamente per 1500 bambini quindi sono 3000 perché sono due volte al mês; , il valore economico di una cesta è di 100 reais, 15 euro circa.



Lo stato ci fornisce il kit per i bambini iscritti all'asilo e alle scuole materne, ma gli altri sono completamente a nostro carico .Riusciamo anche a distribuire a 160 mamme e anziani 2, litri di latte per settimana Grazie a Dio abbiamo avuto aiuti extra da tanti di voi: grazie e moltissime grazie. Con questi aiuti abbiamo potuto trasformare il corso di taglio e cucito in produzione di mascherine, da distribuire alle famiglie assieme agli alimenti, alle ceste basiche. La nostra Caritas di Jandira compra la stoffa e i materiali, e le sarte nelle loro case fanno le mascherine come volontariato.

È interessante che sotto questa nuvola grigia della pandemia nascano molte iniziative di solidarietà e di vita. Abbiamo piantato un migliaio di alberi assieme ai senza terra... con la “benedizione" di papa Francesco.

Gli orti sono stati rivitalizzati e le verdure che abbiamo in più sono distribuite alla gente assieme al kit basico. In un accampamento abbiamo aiutato i senza terra a fare una mandala, un orto circolare in sintonia con il creato.



In questi giorni, proprio in questo accampamento, si sta facendo, anche con il nostro aiuto, un corso ecologico agroforestale per piccoli contadini e assentados delle occupazioni dei senza terra; si vuole annunciare la speranza che viene dal verde della terra, terra amata; contro la cultura della violenza e della morte che viene da una terra bruciata e avvelenata nelle grandi piantagioni di soia, di alberi da cellulosa e di pascoli sempre più aridi per bestiame da macello. Come facevano i negrieri con gli schiavi africani, così oggi una classe di latifondisti senza scrupoli fa con la terra e le sue foreste.

E per finire vi voglio dire anche, che io sto bene...; sì, invecchio, ma invecchio bene. Il cuore ricucito funziona molto bene e mi proteggo dalla pandemia più che posso, uno dei pochi motivi per cui esco di casa sono le messe alla domenica e anche durante la settimana, con le dovute precauzioni... di questo son molto contento: l'eucaristia è un pane che non si spezza né si mangia per televisione ma a tavola, in famiglia, in comunità...fin che si può.

È questo Natale che auguro a voi "fratelli tutti" che la nascita di un Dio che si fa carne, di un corpo spezzato per tutti gli uomini, faccia di noi un dono per gli  altri, per i più poveri, per la nostra madre terra e tutte le sue creature.

Uniti attorno alla Culla di Betlemme, rinati come Corpo Eucaristico, siamo pronti ad affrontare tutti i mali di questo mondo, anche la nuvola minacciosa della pandemia.

Noi accenderemo l'Olivo Benedetto, sull'aia della nostra casa, della nostra terra (come una volta!). Invocando il padre nostro la tempesta troverà la pace, e la


grandine si scioglierà in pioggia di estate, feconda per la terra e ogni essere vivente.

Auguri di Buon Natale ancora una volta; un grande abbraccio e grazie, grazie di tutto ciò che fate per me e per noi, soprattutto per questa missione.

Io, diciamo, sto invecchiando ma la missione è sempre più giovane, e così pure il mio cuore e la mia fede.

Grazie a tutti voi, un grande abbraccio di nuovo, virtuale perché siamo distanti e poi dobbiamo stare attenti anche alla pandemia, ma abitate nel mio cuore, ciao, un saluto di pace, a tutti

 

 

ciao ciao FELIZ NATAL

 

Padre Gianchi Pacchin

martedì 20 ottobre 2020

DON LUIGI FERRARI CI SCRIVE DALLA CASA DI CARITA' DI RUY BARBOSA

 

         Padre Luigi Ferrari

Ruy Barbosa 20 ottobre 2020


 

 

 

Carissimi,

 scrivo due righe dopo la giornata mondiale missionaria, con quel versetto di Isaia, che mi aveva colpito: “Chi manderò? Eccomi, manda me”. Ci sono chiamate che sentiamo fatta al nostro cuore e ci rendiamo disponibili; qualcuno li chiama appelli; ma scoprire che la vita è una missione ci fa bene, ci fa uscire da noi stessi e metterci al servizio degli altri con i doni che il Signore ci ha dato. Magari dovrebbe essere un sentire che ci accompagna tutti i giorni della nostra vita.

Il mio stare qui in Brasile nel tempo di pandemia ha significato, stare fisso alla Casa di Carità e partecipare di un cammino di chiesa nuovo, visto che da 4 mesi, abbiamo un vescovo nuovo a Ruy Barbosa, si chiama Dom Estevam, Stefano. La mia presenza in Casa, ha significato per la comunità avere la messa tutti i giorni, al contrario di quello che è accaduto in tutte le chiese che sono state chiuse per evitare i contagi. Poi ho collaborato al servizio e cura degli ospiti, alla manutenzione della struttura fisica della casa, con vari lavori, in particolare abbiamo dato una tinta nuova alle pareti, e in questi giorni ci siamo anche dati una mossa per ripulire le fogne che erano intasate. In cucina mi sono dato da fare in particolare con la pasta asciutta e qualche torta, erbazzone e soprattutto pizza. Abbiamo in questo tempo migliorato la lectio divina: siamo riusciti a fare buone condivisioni sul Vangelo della domenica e anche fatto l’adorazione Eucaristica. Il vescovo nuovo ci è venuto a trovare e si è dimostrato attento e felice della presenza della Casa di Carità qui in Ruy Barbosa. Come cammino di Chiesa ha scelto di portare avanti il piano pastorale della diocesi, che poi è in continuità con quello della chiesa Brasiliana.

Ma alcune priorità si possono già percepire, questa settimana ci saranno vari Progetti che vengono lanciati, attraverso incontri Live in google meet: Pastorale della decima; per sostenere il cammino economico della chiesa. Dom Estevam dice che non ha come il suo predecessore dom André amici ricchi, quindi bisogna far si che i cristiani possano partecipare attivamente alle offerte e mensilmente pagare la decima. Altro progetto: “una vocazione per ogni comunità”; cercare di approfondire una pastorale vocazionale e un impulso è stato anche il riaprire il cammino propedeutico del seminario. Poi l’ultimo progetto è investire nella formazione dei laici come animatori delle nostre piccole comunità di base che sono 700. Gli anni scorsi si era fatta la scelta di scuole di teologia; vedremo come si attuerà questa formazione.



Alla fine del mese di settembre si sono riaperte le chiese, anche io ho ricominciato ad andare in Lajedinho sede della parrocchia e poi nelle comunità; con tutti i protocolli del distanziamento uso delle maschere e alcool-gel. Ho cambiato qualche orario anche per fare vedere la differenza. Alla domenica nella cittadina siamo un trenta -quaranta; ma la gente ha ripreso con cautela e cerca di proteggersi. Quando si va nelle comunità di campagna, li è più difficile che stiano alle regole per evitare contagi. Poi è anche il tempo della politica, della campagna, della propaganda, degli assembramenti che non dovrebbero esserci ma accadono. Nel nostro municipio il candidato che ambisce a diventare sindaco, lo fa per la settima volta; sembra come Putin che non molla il potere. Una buona famiglia viene anche a messa ma poi si rimane con una politica fatta di favori; difficile pensare in diritti e doveri dei cittadini. L’indice di sviluppo umano del municipio è uno dei più bassi della Bahia, l’economia locale vive ancora con le fazende di bestiame dei pochi ricchi che danno lavoro ai mandriani e di lavoro che offre il municipio.

Cosa facciamo per fare crescere una coscienza critica? Mi sento di dire quasi niente, ma la Parola di Dio non è incatenata e quando ci mettiamo la vita del nostro popolo, lei ci mostra cammini di liberazione e di mondo più giusto e fraterno. Celebrando Nossa Senhora Aparecida viene in mente che questa immagine fu trovata rotta e i pescatori dopo l’hanno accolta e restaurata il capo col corpo e poi gli hanno messo un mantello. Poi possiamo dire è stata Lei a restaurare e riconciliare i poveri e il popolo che si radunava per pregarla e chiedere tutte le grazie di cui aveva bisogno,

Allora chiediamo luce perché il Vangelo che seminiamo possa portare frutti di giustizia e fraternità

Um abraço

Pe Luis