mercoledì 11 gennaio 2012

vedere per credere....pe Luis

Incontro dei Missionari Italiani della Bahia. 


A gennaio 2011 ci siamo trovati a Salvador per l’incontro Nazionale, molti di voi erano presenti. Una delle cose decise era di continuare a incontrarci non a livello di regione (Nordeste 3) ma a livello di singoli Stati. Abbiamo pensato in una piccola equipe (don Marco Ferrari, don Luca Niccheri, don Alberto Basso, Suor Cleliangela Barbieri) cosa era possibile proporre. Abbiamo pensato di proporre due giorni nei quali vorremmo anzitutto conoscerci e condividere le nostre esperienze. Poi pensavamo di ascoltare alcune testimonianze di persone che vivono quotidianamente a contatto con alcune povertá (carceri, moradores de rua, ospedale, ecc.) nell’ambiente urbano della cittá di Salvador.
É con questa proposta di riflessione che ti invitiamo a partecipare dell’incontro dei missionari e missionarie italiani operanti in Bahia.
 Tema: La cittá e le sue povertá: Frammenti di Evangelizzazione
       Come giá sai, questi incontri non sono piú solamente per i Sacerdoti e Laici Fidei Donum, ma per tutti i missionari, Laici, Religiosi/e e Sacerdoti Diocesani, perché ormai tutti siamo integrati dentro la grande famiglia di MISSIO. Perció, sappi che la tua presenza é importante per poterci arricchire a vicenda con il dono dell’esperienza di ciascuno, e anche perché il ritrovarci fá bene a tutti e ci aiuta a non perdere le nostre radici. Sará presente anche la Coordinazione Nazionale (Pe. Luis Sartorel, Pe. Felice, Maria Soave, ecc.). 



Ecco alcuni dei partecipanti all’incontro de Salvador, nella prima giornata, dove ci siamo presentati e dove  abbiamo individuato alcuni frammenti di evangelizzazione che succedono nelle nostre realtá. In veritá la partecipazione non é stata molta, una buona parte é della nostra diocesi di Ruy Barbosa e gli altri della capitale, Salvador. la cosa che mi sembra molto positiva é la voglia di incontrarci e condividere le cose che ognuno tenta di vivere nella propria realtá. 

RELAZIONE DE PADRE EDSON


Coordinatore de pastorale di Salvador

Piccola introduzione storica; negli anni passati la chiesa era piú articolata e riusciva ad essere presente e piú marcante nelle varie aree, soprattutto in quelle piú dimenticate e piú marginalizzate. Anche adesso si cerca di essere presenti nelle varie realtá, sapendo che ci sono realtá ben contrastanti. Dom Geraldo, nell’inizio del suo mandato lanció un programma pastorale che aveva come punto centrale una azione evangelizzatrice, con 4 linee ed esigenze, che sono dialogo, servizio, testimonianza de comunione e ....
Oltre a questo 3 prioritá: evengelizzare le comunitá, le famiglie, i giovani e ...ma anche qui si verificarono alcune cose che non camminarono bene, perché vari padri erano piú preoccupati ad una evangelizzazione centralizzata nelle matriz e non nelle varie aree. Non si riuscí a fare una vera azione pastorale, infatti, ad esempio, i giovani della PJMP si sono ritrovati a fare parte di movimenti e di gruppi di preghiera. Nel finale di dom Geraldo siamo ad un punto di non ritorno, e adesso aspettiamo a vedere cosa fare.  Adesso con dom Murilo si sta facendo una nuovo strutturazione delle aree, e stiamo aspettando come cucire le varie disarticolazioni che si stanno creando.
Oltre a tutta questa situazione pastorale, c’é una realtá di violenza che aumenta girno per giorno, e anche la relazione con la religiositá popolare, in modo particolare del candomblé e delle religiositá afro discendente.  Nel cammino formativo non si lavora molto sul fatto di che tipo di chiesa vogliamo formare con i nuovi padri. la maggioranza dei seminaristi fanno aprte dei movimenti e questi hanno un grande potere formativo sulle nuove generazioni di padri.
Ci sono nelle parrocchie delle divisioni che non aiutano a costruire una vera comunitá prebiterale e definire le parrocchie non solo dividendole in territori, ma pensando meglio in un sentito di comunione di comunitá. Stiamo vivendo un momento di chiesa che si preoccupa di piú ad una chiesa di shoow e di festival e non di comunidade che celebrano e che camminano in un vero cammino di Ceb.

venerdì 6 gennaio 2012

Incontro dei Preti in Andaraí

É giá alcuni anni che nel finale dell’anno ci incontriamo come preti, diacono e, quet’anno, anche seminaristi, in Andaraí, per fare alcuni giorni di “vacanza” dopo le feste de Natale, e per festeggiare il compleanno del Vescovo, che compie gli anni il 31 di dicembre. I giorni sono stati 28-29-30, cominciando con la cena e terminando con il pranzo del 30 di dicembre. In questi giorni c’é stato il tempo di riflettere su alcune cose che riguardano il cammino della diocesi, come l’aspetto finanziario che stá preoccupando molto, forse troppo, e il relazionamento con le varie congregazioni religiose che sono in diocesi, tema sempre molto delicato e spesso affrontato solo come un problema, in primo luogo economico e anche di tipo relazionale. Mi sembra che, al di lá delle questioni e delle problematiche, siano stati giorni di fraternitá, giorni dove con calma si é discusso e tentato di approfondire cose che sono importanti per il cammino diocesano, e nello stesso tempo siano stati giorni di vacanza, dove abbiamo assaporato ancora una volta la bellezza della Chapada Diamantina, con le sue cascate e i suoi innumerevoli angoli paesaggistici, che fanno ricordare un poco le nostre montagne. Si é anche programmato il cammino per il prossimo anno, marcando le varie date degli incontri, vedendo anche la possibilitá di un tempo di formazione permanente per i sacerdoti, approfittando di quello che si sta facendo in Feira de Santana. L’accoglienza e la disponibilitá di padre Luis Miguel e padre Erivaldo, hanno aiutato a sentirci in casa, sentirci parte di un presbiterio che vuole camminare insieme e che vuole affrontare le cose discutendo e tentando di arrivare ad una decisione condivisa e accolta; é una ulteriore sfida, perché questo comporta a volte tempi piú lunghi, ma che con certezza dará frutti nel tempo e nella voglia di costruire una diocesi non verticalista, ma comunionale. Si é visto bene come i nuovi preti stanno giá assumendosi delle ressponsabilitá a livello diocesano e come pensano in modo piú baiano, e questo dá coraggio per un futuro che sará il loro, e con certezza, per certi aspetti, riusciranno a dare un volto piú brasiliano-baiano, che non quelo che abbiamo dato noi. Il vescovo ci aiuta sempre di piú a capire quanto lui sia uno di noi, mettendosi al nostro livello e ascoltando con pazienza quello che si dice e che si discute, intervenendo spesso, ma con quella capacitá di non volere a tutti i costi la ragione, ma accogliendo anche le decisioni che sono della maggioranza, e questo é un esempio di comunione che vale molto di piú che tanti discorsi o prediche. Bisogna ringraziare il Signore per questo  pastore “belga” che ci ha dato, che mi sembra un poco differente da un altro pastore “tedesco” che abbiamo...risata...
Si é detto anche quanto é importante avere di questi momenti per gustare la bellezza dello stare insieme, senza dovere fare delle grandi cose, ma solo per la bellezza di vivere la fraternitá sacerdotale, e mi sembra molto vero...abbiamo anche gustato le varie specialitá spagnole, come le tortilhas e la paiella, e una sera, anche la pizza fatta dagli italiani...tutti grandi successi...Bene, concludiamo con un augurio di un buon anno a tutti e a presto, pe.Luis