Serrinha, 26 de fevereiro 2026
Luigi GIbellini
Ciao a tutti,
dopo la visita
all’accampamento, dove abbiamo celebrato e fatto un poco di festa, ho passato
alcuni giorni con loro, in una casa di un accampato che in quel momento non
c’era, e dove avevano preparato con una attenzione incredibile, tutto quello
che era necessario per una accoglienza molto dignitosa. E’ stata una occasione
per immergermi nella vita quotidiana di quella gente, con i suoi problemi, le
sue fatiche, i loro sogni, e anche, delle aspettative che può darsi che non si
avvereranno, ma che continuano a coltivare e sperare che qualcosa possa
muoversi. Sono stato con loro a vedere una ‘açude’, cioè una sorgente d’acqua,
che quando c’era il fazendero serviva per avere acqua nella casa de fazendeiro,
ma che adesso non funziona più, i tubi che portavano l’acqua sono rotti in vari
punti e anche la pompa a motore è rotta. Non so come si potrà fare, ma ci siamo
detti di ragionarci sopra per vedere che tipo di soluzione si può trovare. Il
problema grosso rimane la possibilità di ricevere la terra e potere poi di
conseguenza costruire le proprie case. La mia presenza nell’accampamento non è
molto gradita da parte dei monaci del monastero (non tutti) e anche tra i preti
diocesani alcuni storcono il naso; l’avvocato della diocesi mi ha detto di
stare attento a non fare passi che possono sembrare compromettenti contro la
chiesa. Vedrò cosa fare, nella prossina settimana farò una visita, perché fa
parte delle azioni che la Campagna della Fraternità di quest’anno invita a
fare, cioè visitare le periferie e le situazione di case non degne di essere
chiamate case.
A proposito della Campagna della
Fraternità (CF) il tema principale è ‘Fraternità e Abitazione’ e il
sottotitolo, che sempre è un versetto biblico è “E venne ad abitare in mezzo a
noi”(Gv 1,14) e l’intento è di parlare e trovare delle risposte sulla situazione
abitativa del popolo brasiliano. Il cartellone che rappresenta questa campagna
è l’immagine di un ‘morador de rua’ sdraiato su una panchina di una piazza,
tutto coperto con un panno, dove non si vede ne il volto ne le mani, soltanto i
piedi che sono segnati dalle ferite dei chiodi, segno di un Cristo che ‘viene per
abitare in mezzo a noi’ e in una forma ben chiara, come mendicante, come un
povero senza tetto e senza una abitazione, e sulla panchina c’è lo spazio
perché qualcuno possa, vedendolo, sedersi accanto a lui. La domanda che viene fatta è:” dove puoi
incontrare Gesù oggi” e “riesci a sederti al suo fianco”? Dietro al mendicante
case e chiesa di vari colori, per dire le differenti abitazioni, e le
differenti condizioni abitative; e, domanda che deve un po' inquietare: dov’è
la chiesa oggi?
Come sempre, nella storia della
chiesa brasiliana, il tema si sviluppa sulle tre direttrici del VEDERE –
ILLUMINARE (GIUDICARE) – AGIRE, dove si fa una analisi sulla realtà concreta
della situazione abitativa brasiliana; poi la situazione viene illuminata dalla
Parola di Dio che dà una lettura del come la casa è vita nella scrittura e poi
si cerca di vedere che passi concreti si possono fare per affrontare e tentare
di risolvere le situazioni viste.
Prima di cominciare a dire qualcosa
sulle varie fasi, bisogna dire che la Casa, come la terra, la salute, la
scuola, il lavoro, sono tutti diritti dell’uomo e che il potere pubblico deve
garantire, questo è scritto nell’Articolo 6 della Costituzione Brasiliana.
Nel VEDERE emergono
situazioni molto pesanti, dove circa 120 milioni di brasiliani vivono in
abitazioni indegne di essere chiamate case, che sono le grandi favelas delle
capitali degli stati, le periferie, le zone a rischio, cioè agglomerati
costruiti senza nessuna sicurezza, senza fogne, o costruite sulle fogne, senza
accessi ai beni primari, come gli ospedali, le scuole, dove la viole nza è
esorbitante e dove le organizzazioni criminose hanno il potere sulle persone.
Tutto questo è stato causato da una migrazione della popolazione brasiliana
dalla campagna alle periferie delle grandi città. Un dato molto eloquente è
questo; fino agli anni 80, l’80% della popolazione abitava nel campo, adesso
85% della popolazione abita nelle grandi città, provocando quello che si è
detto sopra. Poi c’è tutta la popolazione di strada, che si conta attorno ai
400 mila persone, nella fascia etaria tra i 25 e 44 anni, di cui 82% sono
uomini e il 70% afrodiscendente. Quali i motivi principali di questa
situazione; ne sono stai individuati 2, che sono il Sistema Tributario, cioè le
Imposte e il Sistema di Debito Pubblico (anche in l’Italia è così ?)
Dentro le 20 favelas e comunità
urbane più popolose del Brasile, 8 sono nella regione Nord (sei sono in Manaus,
la Compensa dove abita don Paolo Cugini è una di queste), 7 nel Sud Est (Rio,
S. Paolo), 4 nel Nord Est (Salvador) 1 nel Centro Ovest.
Cosa possiamo ILLUMINARE questa
situazione; alla luce della scrittura si può dire ed affermare che il Dio di
Israele vede il clamore del suo popolo e scende per liberarlo (Egitto) per
dargli una terra e riconoscere che la terra non può essere di proprietà, ma che
è di Dio, e poi non si limita ad accompagnare il suo popolo, ma “viene ad
abitare in mezzo a noi”, facendosi presenza e una presenza scomoda e in modo
particolare una presenza da Povero in mezzo ai Poveri. “Per questo, Gesù
incontrerà luoghi dentro i senza casa, dentro i rigettati dalla società e senza
tetto”.
L’azione sociale della chiesa allora
si rende presente come ci ricorda papa Francesco: “nel proprio cuore del
vangelo, appare la vita comunitaria e l’impegno con l’altro” (EG 177) e
continua “deriva dalla nostra fede in Cristo, che si è fatto povero e sempre si
approssimò dei poveri e marginalizzati, la preoccupazione per lo sviluppo
integrale dei più abbandonati della società” (EG 186) E’ missione della
chiesa denunciare, come ingiustizia e peccato che clama al cielo, la
negazione di questo diritto e le condizioni precarie e disumane di abitazioni
dove tanta gente vive in Brasile. Papa Leone ci invita a “ascoltare e dare voce
ai poveri, come tesoro della chiesa e dell’umanità”.
L’ILLUMINARE ci presenta un Gesù che
se rende presente, quindi l’AGIRE ci deve spingere a conoscere le nostre
realtà, a prendere coscienza di cosa sta accadendo nei nostri Bairros, nelle
nostre periferie; una costatazione è che la presenza della Chiesa è decisamente
diminuita rispetto agli anni ottanta, con la presenza delle Comunità Ecclesiali
di Base, nonostante lo sforzo di papa Francesco che ha invitato la Chiesa ad
essere povera per i poveri e uscire per raggiungere le periferie del mondo.
Quello che concretamente deve fare la chiesa è “Rafforzare la presenza ecclesiale
di ascolto e empatia trasformatrice nelle periferie per mezzo di una
spiritualità dell’incontro, della solidarietà e con la valorizzazione del volto
periferico, superando una ‘teologia della prosperità, del dominio e
individualista’. Poi bisogna formare il clero con l’imperativo di essere
presenti e rafforzare la presenza ecclesiale trasformatrice nelle periferie,
facendo la scelta dell’opzione preferenziale dei più poveri.
A livello governativo, bisogna
sollecitare il diritto alla buona abitazione, a livello di Governo centrale, a
livello Statale e a livello Municipale, richiamando ai vari livelli, come il
potere pubblico deve investire sull’abitazione.
E’ una bella Campagna, ma
infelicemente mi sembra che a livello della nostra Diocesi, non ci sia una
grande presa di coscienza, di investire su questi temi, e soprattutto la poca
sensibilità sul tema povertà e poveri. Si è più preoccupati a spendere soldi
per le ristrutturazioni e sui paramenti, ma è un andamento che sta prendendo
buona parte della chiesa brasiliana; grazie a Dio ci sono ancora profeti che
stanno in mezzo alla gente, che si donano a servizio dei poveri e dei più
dimenticati, come Julio Lancelotti e altri.
Um bom caminho de quaresma, a luz
destas provocações e realidades que nunca devemos esquecer, mas ao contrario
ver ainda hoje onde este Cristo se faz presente, se encarna, onde ele mora, e
como nós, podemos sentar ao seu lado, sobre os bancos das praças das nossas
cidades e dos nossos bairros. Um abraço fraterno a todos, pe. Luís irmão da
Caridade e teu irmão.